IN SINTESIL’ANAC, con la delibera n. 287 del 14 luglio 2026, ha accertato che un Comune della Ciociaria ha affidato per sedici volte in cinque anni, sempre in via diretta e sempre allo stesso operatore, il servizio di raccolta rifiuti, per un importo complessivo di 651.000 euro. L’Autorità ha rilevato frazionamento artificioso dell’appalto, violazione del principio di rotazione, carenze nella programmazione degli acquisti e un ulteriore affidamento diretto disposto all’operatore uscente dopo che questo si era classificato ultimo in graduatoria in una gara aperta. ANAC ha invitato il Comune a recedere dall’affidamento illegittimo e a stipulare il contratto con il vincitore della gara.
Il caso: 16 affidamenti diretti in cinque anni allo stesso operatore
L’istruttoria dell’Autorità Nazionale Anticorruzione trae origine dalla segnalazione qualificata «FIBONACCI 2», trasmessa dal Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza. Al termine del procedimento, il Consiglio dell’Autorità ha approvato la delibera n. 287 del 14 luglio 2026, che ricostruisce nel dettaglio la gestione del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani differenziati da parte di un Comune della provincia di Frosinone.
Nel periodo 2020-2025 il Comune ha adottato sedici determinazioni dirigenziali, tutte destinate ad affidare in via diretta lo stesso servizio alla medesima società, per un valore complessivo che ha superato i 651.000 euro. Il servizio, per sua natura continuativo e programmabile, è stato artificiosamente frazionato in affidamenti trimestrali o quadrimestrali, formalmente presentati come procedure sotto-soglia.
Questa modalità di gestione ha permesso all’operatore economico di cumulare ininterrottamente per oltre un quinquennio la posizione di contraente uscente e di nuovo affidatario, eludendo di fatto il principio di rotazione previsto dal Codice dei Contratti Pubblici.
Frazionamento artificioso e principio di rotazione: cosa dice il Codice dei Contratti Pubblici
Il frazionamento artificioso dell’appalto consiste nella suddivisione di una prestazione unitaria e continuativa in più affidamenti di importo inferiore alle soglie previste dalla normativa, allo scopo di eludere l’obbligo di ricorrere a procedure di gara aperte alla concorrenza. Si tratta di una violazione che l’ANAC sanziona da tempo, in quanto elude i principi di trasparenza, parità di trattamento e libera concorrenza sanciti dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).
Il principio di rotazione impone, negli affidamenti sotto soglia, di non attribuire in modo sistematico l’incarico allo stesso operatore economico, salvo motivazione puntuale e specifica. Nel caso analizzato dalla delibera, la reiterazione sistematica degli affidamenti ha determinato quella che l’Autorità definisce una “rendita di posizione”: una condizione di vantaggio strutturale per l’operatore uscente, che ostacola l’ingresso di nuovi concorrenti nel mercato.
A queste violazioni si sono aggiunte carenze gestionali autonome: il Comune non ha inserito il servizio nella programmazione biennale e triennale degli acquisti, obbligo che consente alle stazioni appaltanti di pianificare per tempo le procedure di gara evitando il ricorso sistematico a proroghe o affidamenti diretti d’urgenza. È stata rilevata inoltre un’iniziale inottemperanza agli obblighi di pubblicità e trasparenza sul sito istituzionale dell’ente.
Affidamento diretto e assenza di domanda cautelare: le prescrizioni dell’Autorità
Il profilo più critico riguarda quanto accaduto al termine della procedura di gara aperta bandita nel 2025. La gara è stata aggiudicata a un nuovo operatore, mentre il gestore uscente si è classificato all’ultimo posto in graduatoria. Nonostante l’esito, il Comune ha disposto a dicembre un ulteriore affidamento diretto proprio a favore dell’operatore uscente, motivandolo con la sola pendenza di un ricorso al TAR — privo però di domanda cautelare o sospensiva.
Come chiarito nella delibera, l’assenza di domanda cautelare in un ricorso contro l’aggiudicazione non giustifica la proroga dell’affidamento in essere né un nuovo affidamento diretto al concorrente non vincitore. Il Consiglio dell’Autorità ha quindi invitato formalmente il Comune a recedere tempestivamente dall’ulteriore affidamento diretto e a procedere alla firma del contratto con l’operatore che si è regolarmente aggiudicato la gara.
Affidamento diretto e assenza di domanda cautelare: la tabella di sintesi
| Elemento | Situazione riscontrata | Valutazione ANAC |
|---|---|---|
| Esito gara 2025 | Nuovo operatore aggiudicatario, uscente ultimo in graduatoria | Aggiudicazione efficace e vincolante |
| Ricorso al TAR | Proposto senza domanda cautelare/sospensiva | Non impedisce la stipula del contratto |
| Affidamento diretto di dicembre | Disposto all’operatore uscente nonostante l’esito di gara | Illegittimo, da rimuovere in autotutela |
| Prescrizione ANAC | Recesso dall’affidamento diretto | Stipula con l’aggiudicatario di gara |
Verifiche e controlli del RUP per evitare il frazionamento illegittimo su affidamenti diretti reiterati
Per ridurre il rischio di contestazioni analoghe a quelle rilevate nella delibera n. 287/2026, il RUP e la stazione appaltante dovrebbero seguire alcuni passaggi operativi:
- Verificare la natura del bisogno prima di ogni affidamento: se il servizio è continuativo e prevedibile, va programmato e messo a gara, non frazionato in incarichi ravvicinati sotto-soglia.
- Consolidare la spesa storica sull’operatore: se più affidamenti allo stesso soggetto, sommati, superano le soglie di legge nell’arco di un periodo ragionevole, occorre valutare l’obbligo di gara.
- Inserire tempestivamente il servizio nella programmazione biennale e triennale degli acquisti: aggiornandola in caso di variazioni sopravvenute.
- Applicare rigorosamente il principio di rotazione: motivando in modo puntuale eventuali deroghe documentate.
- Monitorare l’esito di eventuali ricorsi pendenti prima di disporre proroghe o nuovi affidamenti: l’assenza di domanda cautelare non sospende l’efficacia dell’aggiudicazione.
- Procedere tempestivamente alla stipula del contratto con l’aggiudicatario: salvo provvedimenti cautelari effettivamente concessi dal giudice amministrativo.
- Verificare periodicamente gli adempimenti di pubblicità e trasparenza: sul sito istituzionale, anche in relazione agli affidamenti sotto soglia.
FAQ
Cos’è il frazionamento artificioso di un appalto pubblico?
È la suddivisione di una prestazione unitaria e continuativa in più affidamenti di valore inferiore alle soglie di legge, allo scopo di evitare il ricorso a una procedura di gara aperta. La prassi è illegittima perché elude i principi di trasparenza e concorrenza previsti dal Codice dei Contratti Pubblici, anche quando i singoli affidamenti risultano formalmente regolari.
Un ricorso al TAR senza domanda cautelare blocca la stipula del contratto d’appalto?
No. Come chiarito dall’ANAC nella delibera n. 287/2026, la sola pendenza di un ricorso privo di domanda cautelare o sospensiva non impedisce alla stazione appaltante di procedere alla stipula del contratto con l’operatore regolarmente aggiudicatario, né giustifica proroghe o nuovi affidamenti diretti al concorrente non vincitore.
Perché il principio di rotazione è importante negli affidamenti diretti?
Il principio di rotazione impedisce che lo stesso operatore economico venga sistematicamente riconfermato negli affidamenti sotto soglia, garantendo un accesso equo al mercato per i concorrenti. La sua violazione reiterata, come nel caso esaminato dall’ANAC, genera una posizione di vantaggio ingiustificato per l’operatore uscente.
Cosa rischia un Comune che affida più volte lo stesso servizio allo stesso fornitore senza gara?
Rischia l’accertamento di illegittimità da parte dell’ANAC, con l’invito a recedere dagli affidamenti irregolari, oltre a possibili responsabilità dirigenziali e contabili. Nei casi più gravi, come quello analizzato, l’Autorità può anche disporre l’invio degli atti ad altre autorità competenti.
Cosa deve fare una stazione appaltante che ha già ricevuto un rilievo ANAC sul frazionamento?
Deve adeguarsi tempestivamente alle indicazioni dell’Autorità, avviando le procedure di gara necessarie e correggendo la programmazione degli acquisti. Il mancato adeguamento espone l’ente al rischio di ulteriori procedimenti e a un aggravamento delle criticità già accertate.
Un affidamento diretto reiterato allo stesso operatore è sempre illegittimo?
Non automaticamente, ma diventa illegittimo quando la reiterazione sistematica trasforma una deroga eccezionale in modalità ordinaria di gestione del servizio, eludendo di fatto l’obbligo di gara e il principio di rotazione, come accertato dall’ANAC nel caso del Comune frusinate.
Cosa insegna la prassi ANAC: riferimenti normativi e fonti
- Delibera ANAC n. 287 del 14 luglio 2026 — accertamento di frazionamento artificioso, violazione del principio di rotazione e illegittimità dell’affidamento diretto reiterato all’operatore uscente.
- Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) — disciplina generale su affidamenti sotto soglia, principio di rotazione, programmazione degli acquisti.
- Segnalazione qualificata «FIBONACCI 2» — Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, all’origine dell’istruttoria ANAC.
A cura della redazione TuttoGare, con il contributo tecnico-giuridico di Studio Amica, specializzato in appalti pubblici e digitalizzazione della PA.
Fonte: ANAC, Delibera n. 287 del 14 luglio 2026, approvata dal Consiglio dell’Autorità — anticorruzione.it, 28/07/2026.

