Conflitto di interessi e “grave inimicizia”

Apr 16, 2026

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Il Consiglio di Stato si esprime su una vicenda in cui il Rup aveva inviato alla controinteressata una comunicazione con cui contestava condotte diffamatorie e denigratorie della propria professionalità riservandosi dintraprendere azione giudiziale.

Il Consiglio di Stato ricorda la nozione di «interesse personale», anche alla luce delle disposizioni generali in materia di conflitto dinteressi di cui allart. 6-bis l. n. 241 del 1990 e art. 7 d.P.R. n. 62 del 2013, ponendola in relazione (per la vicenda esaminata) con la «grave inimicizia»(di cui allart. 7 d.P.R. n. 62 del 2013, e, in ambito processuale, allart. 51, comma 1, n. 3, Cod. proc. civ.).

Questo quanto stabilito da Consiglio di Stato, Sez. V, 15/04/2026, n. 2982:

5. Come anticipato, va comunque esaminato il secondo motivo di gravame incidentale, con cui lappellante censura il rigetto della doglianza con cui aveva dedotto in primo grado la sussistenza di una situazione di conflitto dinteressi in capo al Rup.

Questultimo sarebbe infatti portatore di un interesse personale contrario alla ……….., oltreché parte di una controversia con la stessa, circostanze che varrebbero a pregiudicarne limparzialità e indipendenza.

In particolare, a mezzo di proprio legale, il Rup aveva inviato alla …… una comunicazione con cui contestava condotte diffamatorie e denigratorie della propria professionalità legate alle funzioni esercitate nellAmbito territoriale sociale, assumendo al riguardo anche riserva dintraprendere azione giudiziale.

Il che darebbe luogo di per sé a un (quantomeno potenziale) conflitto dinteressi.

5.1. Il motivo non è condivisibile.

5.1.1. Occorre premettere che, a norma dellart. 16, comma 1, d.lgs. n. 36 del 2023 «Si ha conflitto di interessi quando un soggetto che, a qualsiasi titolo, interviene con compiti funzionali nella procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione degli appalti o delle concessioni e ne può influenzare, in qualsiasi modo, il risultato, gli esiti e la gestione, ha direttamente o indirettamente un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione».

In tale contesto, «In coerenza con il principio della fiducia e per preservare la funzionalità dellazione amministrativa, la percepita minaccia allimparzialità e indipendenza deve essere provata da chi invoca il conflitto sulla base di presupposti specifici e documentati e deve riferirsi a interessi effettivi, la cui soddisfazione sia conseguibile solo subordinando un interesse allaltro» (art. 16, comma 2, d.lgs. n. 36 del 2023); in tali casi «Il personale che versa nelle ipotesi di cui al comma 1 ne dà comunicazione alla stazione appaltante o allente concedente e si astiene dal partecipare alla procedura di aggiudicazione e allesecuzione» (comma 3).

Come chiarito nella Relazione illustrativa al Codice, la disposizione recepisce la nozione eurounitaria di conflitto di interessi (su cfr. lart. 24 dir. 2014/24/UE), con lobiettivo di perimetrare e rendere tassativa [tale] nozione comunitaria, non potendosi accettare una definizione generica e indeterminata che non renda possibile inquadrare precisamente loggetto (del conflitto, e dunque) della inerente dichiarazione da rendere da parte del pubblico funzionario, così come, in negativo, della relativa omissione.

In tale prospettiva il comma 2 precisa che un conflitto di interessi si determina le volte in cui a un soggetto sia affidata la funzione di cura di un interesse altrui (così detto interesse funzionalizzato) ed egli si trovi, al contempo, ad essere titolare (de iure vel de facto) di un diverso interesse la cui soddisfazione avviene aumentando i costi o diminuendo i benefici dellinteresse funzionalizzato (in tal senso, cfr. anche Cons. Stato, sez. cons. atti normativi, 5 marzo 2019, n. 667).

Coerentemente, la minaccia allimparzialità e allindipendenza deve essere provata da chi invoca il conflitto sulla base di presupposti specifici e documentati e deve riferirsi ad interessi effettivi, la cui soddisfazione sia conseguibile solo subordinando un interesse allaltro (Cons. Stato, n. 667 del 2019, cit.).

5.1.2. Nel caso di specie, la ragione del conflitto dinteressi sarebbe riconducibile alla comunicazione del 25 marzo 2025 con cui il legale del Rup contestava alla ………di aver reso affermazioni che apparivano chiaramente denigratorie della professionalità e del curriculum dello stesso Rup, con conseguente diffida dal proseguire in tale condotta, seguita da indicazione che, in caso contrario, si sarebbero potute avviare corrispondenti iniziative giudiziali e invito a rimanere nellalveo degli aspetti istituzionali con lEnte.

Alla luce di ciò, senzaltro non sussisteva in capo al Rup alcun interesse «finanziario» od «economico» rilevante ai sensi dellart. 16, comma 1, d.lgs. n. 36 del 2023; ma a ben vedere neppure era ravvisabile un «altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione», in base alla medesima disposizione.

La nozione di «interesse personale», anche alla luce delle disposizioni generali in materia di conflitto dinteressi di cui allart. 6-bis l. n. 241 del 1990 e art. 7 d.P.R. n. 62 del 2013 (su cui cfr. Cons. Stato, n. 667 del 2019, cit., per lapplicabilità anche al settore dei contratti pubblici), dovrebbe declinarsi nel caso di specie in ipotesi assimilabile alla «grave inimicizia» (di cui allart. 7 d.P.R. n. 62 del 2013, e, in ambito processuale, allart. 51, comma 1, n. 3, Cod. proc. civ.).

Tuttavia, tale situazione di grave inimicizia per essere rilevante ai fini che qui interessano deve essere reciproca, trovare fondamento esclusivamente in rapporti personali, derivare da vicende estranee allo svolgimento delle funzioni ed estrinsecarsi in dati di fatto concreti, precisi e documentati (Cons. Stato, V, 20 dicembre 2018, n. 7170; I, 12 febbraio 2026, n. 283; II, 19 novembre 2024, n. 9319; IV, 18 novembre 2024, n. 9237); inoltre la stessa deve configurarsi come autonomamente insorta da rapporti interpersonali legati a vicende della vita estranee alle funzioni pubbliche esercitate da taluna delle parti in causa (Consiglio di Stato, Sez. VI, Consiglio di Stato sez. VI, 6 aprile 2022, n.2552; Consiglio di Stato sez. VI, 10 gennaio 2022, n.163) (Cons. Stato, VII, 16 novembre 2022, n. 10098 ; Id., n. 283 del 2026, cit.).

Nel caso di specie, da un lato, si è in presenza di una mera comunicazione del Rup che si limitava alla diffida dal proseguire in condotte (ritenute) denigratorie, pure limitandosi a indicare lintenzione, in caso di perseveranza, di avviare azioni giudiziali e invitare linteressata a rimanere nellalveo dei rapporti istituzionali con lente; dallaltro la vicenda si correla a circostanze afferenti pur sempre allesercizio delle funzioni del Rup, sicché difettano, nel complesso, quegli elementi di «grave inimicizia», che avrebbero potuto dare luogo a una situazione di conflitto dinteressi rilevante a fronte della effettiva ravvisabilità di un interesse confliggente in capo al pubblico funzionario nei termini suindicati.

Di qui linfondatezza del motivo di censura.

Fonte: giurisprudenzappalti.it di Roberto Donati, 16/04/2026