Distinzione tra contratti di lavoro autonomo ex art. 2222 codice civile e subappalto

Mar 4, 2026

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La distinzione tra le due figure contrattuali (subappalto e lavoro autonomo) si fonda non solo sulla specificità delle prestazioni, ma anche sulla diversità degli effetti giuridici dei due tipi di contratto. Le prestazioni alla base dei due contratti sono infatti dirette a destinatari diversi: nel caso del subappalto, il subappaltatore esegue direttamente parte delle prestazioni del contratto stipulato con lamministrazione, sostituendosi allaffidatario; nellaltro caso, le prestazioni sono rese in favore dellaggiudicatario che le riceve, inserendole nellorganizzazione di impresa necessaria per adempiere alle obbligazioni contrattuali e le riutilizza inglobandole nella prestazione resa allamministrazione appaltante. Nel subappalto vi è unalterità anche sul piano organizzativo, tra appaltatore e subappaltatore, poiché la parte di prestazione contrattuale è affidata dallappaltatore a un terzo che la realizza direttamente attraverso la propria organizzazione; mentre nel contratto di cooperazione la prestazione resa è inserita allinterno dellorganizzazione imprenditoriale dellappaltatore. I due contratti sono quindi diversi quantomeno sul piano funzionale.

Lo ribadisce Tar Lombardia, Milano, Sez. I, 03/03/2026, n. 1022:

17. È opinione consolidata in giurisprudenza che i contratti con i quali vengono affidate a lavoratori autonomi specifiche attività rientranti nellappalto, come nel caso di specie, non sono contratti di subappalto ma contratti di lavoro autonomo ex art. 2222 codice civile. Tuttavia, la distinzione tra le due figure contrattuali (subappalto e lavoro autonomo) si fonda non solo, come si è detto, sulla specificità delle prestazioni, ma anche sulla diversità degli effetti giuridici dei due tipi di contratto. (Consiglio di Stato, sez. V, 21 agosto 2023, n. 7862).

18. Secondo il Consiglio di Stato, Le prestazioni alla base dei due contratti sono infatti dirette a destinatari diversi: nel caso del subappalto, il subappaltatore esegue direttamente parte delle prestazioni del contratto stipulato con lamministrazione, sostituendosi allaffidatario; nellaltro caso, le prestazioni sono rese in favore dellaggiudicatario che le riceve, inserendole nellorganizzazione di impresa necessaria per adempiere alle obbligazioni contrattuali e le riutilizza inglobandole nella prestazione resa allamministrazione appaltante. Nel subappalto vi è unalterità anche sul piano organizzativo, tra appaltatore e subappaltatore, poiché la parte di prestazione contrattuale è affidata dallappaltatore a un terzo che la realizza direttamente attraverso la propria organizzazione; mentre nel contratto di cooperazione la prestazione resa è inserita allinterno dellorganizzazione imprenditoriale dellappaltatore. I due contratti sono quindi diversi quantomeno sul piano funzionale. Ne deriva che la disciplina in tema di subappalto non è immediatamente estendibile, se non si dimostri che il contratto di lavoro autonomo costituisca solo uno schermo per il contratto di subappalto (Consiglio di Stato, sez. V, 31 maggio 2021, n. 4150).

19. Nella fattispecie, gli operatori contrattualizzati dalla xxx sono cacciatori in possesso di licenza di porto di fucile, dotati di fucili e delle specifiche abilitazioni – previa frequenza di corsi di formazione autorizzati dagli organi regionali e coordinati dai corpi di polizia regionale o provinciale – prescritte dallart. 19, comma 3, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 per lo svolgimento dellattività di controllo della fauna selvatica.

20. È dunque evidente che, prevalendo la qualificazione soggettiva del singolo cacciatore e la specificità della prestazione professionale (abbattimento dei cinghiali per la prevenzione della peste suina), si è al cospetto di contratti dopera e non di un contratto di subappalto, dove invece prevale lorganizzazione imprenditoriale del subappaltatore, sicché le censure di parte ricorrente sono infondate.

21. Non sono infine pertinenti le sentenze di questo T.A.R. (N. 1366/2018; N. 2237/2024; N. 1546/2023) richiamate dalla parte ricorrente per supportare la fondatezza della propria tesi sopra rappresentata, dal momento che tali sentenze riguardavano casi di subappalto, casi quindi diversi dalla fattispecie qui esaminata. In ogni caso, vale la pena osservare che nella sentenza N. 2237/2024 si richiama la giurisprudenza citata sulla distinzione tra contratto dopera e contratto dappalto nei termini sopra esposti e ciò conferma linfondatezza delle censure.

A cura di giurisprudenzappalti.it del 03/03/2026 di Roberto Donati