Il principio di equivalenza è espressione dei principi costituzionali di imparzialità, buon andamento, libertà di iniziativa economica

Lug 10, 2025

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Il principio di equivalenza permea lintera disciplina dellevidenza pubblica in quanto espressione dei principi costituzionali di imparzialità, buon andamento, libertà di iniziativa economica. Per cui il prodotto offerto in gara può ritenersi equivalente laddove – pur essendo carente di taluno dei requisiti indicati nella lex specialis – nondimeno soddisfi alla stessa maniera linteresse perseguito dalla Stazione appaltante e, quindi, garantisca lo stesso risultato preventivato con lintroduzione della specifica tecnica.

Lo ribadisce Tar Puglia, Bari, Sez. III, 08/07/2025, n. 932:

8. Sia il ricorso principale che quello incidentale vanno respinti in applicazione dei principi di risultato e di equivalenza, ai sensi degli artt. 1 e 68, D.lgs. n. 36/2023.

Linterpretazione della lex specialis deve essere condotta mediante criteri sistematici e funzionali, coerentemente ai principi generali in materia di contratti pubblici: ne consegue che le clausole di gara non possono essere interpretate in modo formalistico, dovendo essere lette in funzione del risultato concretamente perseguito dallAmministrazione che, nel caso di specie, è quello di acquisire dispositivi idonei alluso clinico previsto, ossia allinterno delle sale operatorie.

Tale impostazione è del tutto coerente con lapplicazione del principio di equivalenza, che permea lintera disciplina dellevidenza pubblica in quanto espressione dei principi costituzionali di imparzialità, buon andamento, libertà di iniziativa economica nonché dei principi eurounitari della concorrenza e del favor partecipationis (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, sent. n. 4353/2021).

Secondo la giurisprudenza amministrativa, infatti, il prodotto offerto in gara può ritenersi equivalente laddove – pur essendo carente di taluno dei requisiti indicati nella lex specialis – nondimeno soddisfi alla stessa maniera linteresse perseguito dalla Stazione appaltante e, quindi, garantisca lo stesso risultato preventivato con lintroduzione della specifica tecnica (cfr. Cons. Stato, Sez. III, sent. n. 5063/2020).

Può aggiungersi, infine, dal punto di vista teorico, che il Collegio ritiene di poter estendere al massimo il sindacato del Giudice Amministrativo sulla discrezionalità tecnica della P.A., senza che però questo significhi effettuare un controllo di tipo sostitutivo sul suo operato (cfr. TAR Puglia, Bari, Sez. III, sentenza n. 467/2025, pubblicata il 7.4.2025).

A cura di giurisprudenzappalti.it del 08/07/2025 di Roberto Donati