Nel respingere il ricorso il Tar Basilicata ricorda che, nel campo delle commesse pubbliche, la nozione di pubblica amministrazione non è quella del D.Lgs 165/2001, ma abbraccia un ampio perimetro di soggetti pubblici o equiparati, tenuti allapplicazione delle regole e dei principi dellevidenza pubblica.
Questo quanto stabilito da Tar Basilicata, Sez. I, 14/02/2024, n. 85:
Essenziale, quindi, nelleconomia del giudizio risulta lindividuazione della nozione di pubblica amministrazione rilevante. Secondo il ricorrente, in particolare, in assenza di una definizione espressa di pubblica amministrazione, dovrebbe «farsi riferimento alla nozione di pubblica amministrazione presente nellart. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001».
Largomento va disatteso. La disposizione invocata pertiene ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e mal si attaglia al campo delle commesse pubbliche ove ben più ampio è il perimetro dei soggetti pubblici o equiparati, tenuti allapplicazione delle regole e dei principi dellevidenza pubblica.
In tal senso, la commissione giudicatrice ha ritenuto di valorizzare, in assenza di appositi indici testuali nella lex specialis, in modo non erroneo o irragionevole, lampio elenco di amministrazioni pubbliche determinato dallISTAT, in applicazione di quanto stabilito dallarticolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di finanza pubblica, in cui sono ricompresi tutti i richiamati soggetti giuridici.
In disparte ciò, come anche osservato dalla difesa della controinteressata, lesito della riconduzione di Lazioinnova nello spettro di soggetti pubblici qui eleggibili è confermato anche da una valutazione sostanzialistica, utilizzando i criteri sanciti da tale disposizione – di contenuto in parte coincidente con quelli utilizzati ai fini dellassoggettamento alle disposizioni in materia di evidenza pubblica – ovverosia la proprietà, lamministrazione o il controllata da parte di pubbliche amministrazioni, e lassenza di attività sul mercato a prezzi economicamente rilevanti, in cui i ricavi non eccedano il 50% dei costi di produzione dei servizi.
Il Collegio ritiene che, in applicazione dei principi e criteri ermeneutici in materia di contrattualistica pubblica correttamente sia stata applicata unampia previsione della locuzione di pubblica amministrazione rinvenibile nello specifico settore normativo di riferimento che è quello delle procedure di evidenza pubblica applicabile alla gara in oggetto, comprensivo pertanto delle nozioni di amministrazioni aggiudicatrici, di enti aggiudicatori o di soggetti aggiudicatori di cui allart. 3, comma 1, lett. a), e), e f), del d.lgs. n. 50 del 2016 (in vicenda analoga, T.A.R. Veneto, sez. I, 2 aprile 2021, n. 434), mentre priva di sostrato logico e giuridico, in assenza di apprezzabili differenza circa la qualità e la natura dei servizi resi, risulterebbe la limitazione del dato esperienziale ai soli servizi prestati in favore delle pubbliche amministrazioni di cui allart. 1, comma 2, del testo unico sul lavoro contrattualizzato.
A cura di giurisprudenzappalti.it del 14/02/2024 di Roberto Donati

