La ricorrente sostiene di aver avuto intenzione di partecipare a gara di appalto per lassegnazione di un lotto, e di aver completato il caricamento della documentazione necessaria alla partecipazione, ma di non essere riuscita a presentare tempestivamente listanza di partecipazione alla gara in parola in ragione di un blocco del sistema, conseguente ad un avviso di momentanea indisponibilità del servizio.
Nel respingere il ricorso Tar Sicilia, Palermo, Sez. II, 01/02/2024, n. 383 ricorda i principi formatisi in tema di malfunzionamento delle piattaforme telematiche, analizzando in parallelo quanto previsto dallarticolo 79 del D. Lgs 50/2016 e dallarticolo 25 del D.Lgs 36/2023:
10. Si può prescindere dallesame delle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa erariale, atteso che il ricorso è infondato e va rigettato.
Per la loro connessione logica e funzionale le censure articolate con il mezzo di tutela allesame possono essere esaminate congiuntamente.
Osserva preliminarmente il Collegio che lart 79, comma 5 bis, del D.lgs. 50/2016 prevedeva che Nel caso di presentazione delle offerte attraverso mezzi di comunicazione elettronici messi a disposizione dalla stazione appaltante ai sensi dellarticolo 52, ivi incluse le piattaforme telematiche di negoziazione, qualora si verifichi un mancato funzionamento o un malfunzionamento di tali mezzi tale da impedire la corretta presentazione delle offerte, la stazione appaltante adotta i necessari provvedimenti al fine di assicurare la regolarità della procedura nel rispetto dei principi di cui allarticolo 30, anche disponendo la sospensione del termine per la ricezione delle offerte per il periodo di tempo necessario a ripristinare il normale funzionamento dei mezzi e la proroga dello stesso per una durata proporzionale alla gravità del mancato funzionamento. Nei casi di sospensione e proroga di cui al primo periodo, la stazione appaltante assicura che, fino alla scadenza del termine prorogato, venga mantenuta la segretezza delle offerte inviate e sia consentito agli operatori economici che hanno già inviato lofferta di ritirarla ed eventualmente sostituirla. La pubblicità di tale proroga avviene attraverso la tempestiva pubblicazione di apposito avviso presso lindirizzo Internet dove sono accessibili i documenti di gara, ai sensi dellarticolo 74, comma 1, nonché attraverso ogni altro strumento che la stazione appaltante ritenga opportuno. In ogni caso, la stazione appaltante, qualora si verificano malfunzionamenti, ne dà comunicazione allAGID ai fini dellapplicazione dellarticolo 32-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dellamministrazione digitale.
Lart. 25, comma 2, del D.lgs. 31.03.2023 n. 36 stabilisce invece che Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti utilizzano le piattaforme di approvvigionamento digitale per svolgere le procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, secondo le regole tecniche di cui allarticolo 26. Le piattaforme di approvvigionamento digitale non possono alterare la parità di accesso degli operatori, né impedire o limitare la partecipazione alla procedura di gara degli stessi ovvero distorcere la concorrenza, né modificare loggetto dellappalto, come definito dai documenti di gara. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti assicurano la partecipazione alla gara anche in caso di comprovato malfunzionamento, pur se temporaneo, delle piattaforme, anche eventualmente disponendo la sospensione del termine per la ricezione delle offerte per il periodo di tempo necessario a ripristinare il normale funzionamento e la proroga dello stesso per una durata proporzionale alla gravità del malfunzionamento. Lart. 92, comma 2, lettera c), del D.lgs. n. 36/2023 stabilisce infine che i termini di presentazione delle domande di partecipazione sono prorogati in misura adeguata e proporzionale, nei casi di cui allarticolo 25, comma 2, terzo periodo.
Tanto premesso, alla luce delle citate disposizioni, non è revocabile in dubbio che se loperatore economico – il quale si avvale dei mezzi di comunicazione elettronica messi a disposizione dalla stazione appaltante – non riesce a tramettere la propria offerta entro il termine prestabilito a causa di un malfunzionamento informatico imputabile alla stazione appaltante, lo stesso ha evidentemente diritto da essere rimesso in termini per la presentazione dellofferta.
Tuttavia, la giurisprudenza amministrativa ha affermato che anche ove non sia possibile stabilire con certezza se vi sia stato un errore da parte del singolo operatore economico, ovvero se la trasmissione dellofferta sia stata impedita da un vizio del sistema informatico imputabile alla stazione appaltante, le conseguenze degli esiti anormali del sistema non possono andare a detrimento dei partecipanti, stante la natura meramente strumentale del mezzo informatico (Consiglio di Stato, sezione III, 28 dicembre 2020, n. 8348, Consiglio di Stato, sezione III, 07 gennaio 2020, n. 86 e Consiglio di Stato, sezione V, 20 novembre 2019, n. 7922), nonché i principi di par condicio e di favor partecipationis.
Ne discende che il diritto alla rimessione in termini del singolo operatore economico (il quale non sia riuscito ad inviare in tempo lofferta o la domanda di partecipazione) sorge, non soltanto in caso di comprovato malfunzionamento della piattaforma digitale della stazione appaltante, ma anche in caso di incertezza assoluta circa la causa del tardivo invio (e cioè se per colpa della stazione appaltante oppure del singolo operatore economico che non si è attivato per tempo).
In definitiva, il rischio della causa ignota del malfunzionamento informatico ricade sulla stazione appaltante.
Nessun diritto alla rimessione in termini può essere riconosciuto, invece, in caso di comprovata negligenza del singolo operatore economico.
In proposito, la giurisprudenza amministrativa ha più volte evocato il principio di autoresponsabilità, e ciò con specifico riguardo alla partecipazione alle procedure di evidenza pubblica che si svolgono mediante la presentazione telematica dellofferta. In linea generale, il Consiglio di Stato ha avuto modo di statuire che ciascuno dei concorrenti sopporta le conseguenze di eventuali errori commessi nella formulazione dellofferta e nella presentazione della documentazione (Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 25 febbraio 2014 n. 9).
A tal proposito, la giurisprudenza (Consiglio di Stato, sezione III, 2 luglio 2014, n. 3329, 3 luglio 2017, n. 3245, 3 luglio 2018, n. 4065 e, da ultimo, Consiglio di Stato, sezione III, 30 ottobre 2023, n. 9325) ha elaborato il principio dellequa ripartizione, tra soggetto partecipante e amministrazione procedente, del rischio tecnico di inidoneo caricamento e trasmissione dei dati su piattaforma informatica (rischio di rete dovuto alla presenze di sovraccarichi o di cali di performance della rete, e rischio tecnologico, dovuto alle caratteristiche dei sistemi operativi software utilizzati dagli operatori), secondo criteri di autoresponsabilità dellutente, sul quale grava lonere di pronta e tempestiva attivazione delle procedure, sì da capitalizzare il tempo residuo, salvi ovviamente i malfunzionamenti del sistema imputabili al gestore della piattaforma (fermi del sistema, mancato rispetto dei livelli di servizio, etc.), per i quali invece non può che affermarsi la responsabilità di questultimo.
In base a questi principi, applicabili al caso di specie in esame, sussiste lesigibilità, per le imprese, duna peculiare diligenza nella trasmissione degli atti di gara, compensata dalla possibilità duso diretto della loro postazione informatica, mentre deve escludersi la possibilità di predicare […] laccollo in capo alla stazione appaltante dei rischi derivanti dalluso del modello informatico […], a tutto concedere vigendo anche in questo caso le ordinarie regole di suddivisione della responsabilità per attività rischiose. Nello specifico: In tale chiave ricostruttiva, lesperienza e abilità informatica dellutente, la stima dei tempi occorrenti per il completamento delle operazioni di upload, la preliminare e attenta lettura delle istruzioni procedurali, il verificarsi di fisiologici rallentamenti conseguenti a momentanea congestione del traffico, sono tutte variabili che il partecipante ad una gara telematica deve avere presente, preventivare e dominare quando si accinge alleffettuazione di unoperazione così importante per la propria attività di operatore economico, non potendo il medesimo pretendere che lamministrazione, oltre a predisporre una valida piattaforma di negoziazione operante su efficiente struttura di comunicazione, si adoperi anche per garantire il buon fine delle operazioni, qualunque sia lora di inizio delle stesse, prescelto dallutente, o lo stato contingente delle altre variabili sopra solo esemplificativamente indicate (Consiglio di Stato, sezione III, 24 novembre 2020 n. 7352; cfr., inoltre, Consiglio di Stato, sezione I, 24 gennaio 2020 n. 220).
In sintesi, il meccanismo di sospensione e proroga del termine di presentazione telematica dellofferta, già previsto dallarticolo 79, comma 5-bis, D.lgs. n. 50 del 2016 ed ora dallart. 25, comma 2, terzo periodo, del D.lgs. 31.03.2023 n. 36 opera soltanto se (e nella misura in cui) ricorra almeno una delle due seguenti situazioni:
a) malfunzionamento della piattaforma digitale imputabile alla stazione appaltante;
b) incertezza assoluta circa la causa del tardivo invio dellofferta (e cioè se per un malfunzionamento del sistema oppure per negligenza delloperatore economico).
Viceversa, il ridetto meccanismo di sospensione e proroga non può mai operare in caso di comprovata negligenza delloperatore economico, il quale – benché reso edotto ex ante (grazie a regole chiare e precise contenute nella lex specialis) delle modalità tecniche di presentazione telematica dellofferta e dellopportunità di attivarsi con congruo anticipo – non si è invece attivato per tempo.
11. Tanto premesso, nel caso di specie, ad avviso del Collegio, la ricorrente non solo non ha fornito alcuna prova dellallegato malfunzionamento del sistema, il quale avrebbe determinato lomessa tempestiva e rituale trasmissione dellistanza di partecipazione, ma neppure ha dimostrato di avere assolto allonere, come detto sulla stessa ricadente, di essersi attivata tempestivamente e con la dovuta diligenza al fine di porre in essere gli adempimenti necessari alla corretta trasmissione dellofferta nel termine prescritto.
A cura di giurisprudenzappalti.it del 01//02/2024 di Roberto Donati

