Appalto di lavori. Il Tar Lombardia ribadisce la propria posizione (vedi https://www.giurisprudenzappalti.it/sentenze/il-cumulo-alla-rinfusa-nellambito-dei-consorzi-stabili-e-limitato-ai-requisiti-relativi-alla-disponibilita-delle-attrezzature-e-mezzi-dopera-e-allorganic/) e, pur dando atto della presenza di una interpretazione giurisprudenziale estensiva, conferma la linea affermata da Consiglio di Stato, sez. V, n. 7360/2022, che limita il cumulo alla rinfusa ai soli requisiti relativi alla disponibilità delle attrezzature e dei mezzi dopera, nonché allorganico medio annuo.
Per cui, qualora il consorzio individui una consorziata come esecutrice, questultima dovrà essere autonomamente in possesso del requisito di qualificazione, così come, in caso di esecuzione in proprio ad opera del consorzio, questultimo dovrà possedere autonomamente il requisito.
Questo quanto stabilito da Tar Lombardia, Milano, Sez. I, 08/03/2023, n. 597:
Lart. 47 del D.Lgs. 2016 n. 50 disciplina i requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare.
Nella versione vigente – conseguente alle modifiche introdotte dallart. 1, comma 20, lett. l), n. 1, del d.l. 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55 – il primo comma della norma stabilisce che i requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per lammissione alle procedure di affidamento dei soggetti di cui allarticolo 45, comma 2, lettere b) e c), devono essere posseduti e comprovati dagli stessi con le modalità previste dal codice, salvo che per quelli relativi alla disponibilità delle attrezzature e dei mezzi dopera, nonché allorganico medio annuo, che sono computati cumulativamente in capo al consorzio, ancorché posseduti dalle singole imprese consorziate.
La norma prosegue prevedendo al comma 2 che i consorzi stabili eseguono le prestazioni o con la propria struttura o tramite i consorziati indicati in sede di gara senza che ciò costituisca subappalto, ferma la responsabilità solidale degli stessi nei confronti della stazione appaltante.
La stessa disposizione aggiunge che per i lavori, ai fini della qualificazione, i criteri per limputazione delle prestazioni eseguite al consorzio o ai singoli consorziati che eseguono le prestazioni saranno stabiliti con il regolamento di cui allarticolo 216, comma 27 octies. Il successivo comma 2 bis aggiunge che la sussistenza in capo ai consorzi stabili dei requisiti richiesti nel bando di gara per laffidamento di servizi e forniture è valutata, a seguito della verifica della effettiva esistenza dei predetti requisiti in capo ai singoli consorziati.
Con riferimento ai consorzi stabili, sono presenti due diversi orientamenti interpretativi a livello giurisprudenziale in ordine ai limiti entro i quali è legittimo il cumulo alla rinfusa, al fine della dimostrazione del possesso dei requisiti di partecipazione.
Il primo orientamento è favorevole alla permanente operatività del cumulo, nonostante la novella introdotta dal D.L. n. 32/2019. Si sostiene, in sintesi, che la praticabilità del cumulo alla rinfusa sarebbe ancora possibile per gli appalti di servizi e forniture in ragione del comma 2 bis del citato art. 47, che, proprio in relazione a questi due settori, avrebbe introdotto una disciplina ad hoc, tesa ad escludere il limite posto dal comma 1, che legittima il cumulo alla rinfusa solo per le attrezzature, i mezzi dopera e lorganico medio annuo.
Tale interpretazione sarebbe coerente con la ratio proconcorrenziale che sottende la disciplina dei consorzi stabili e con la relazione illustrativa della legge di conversione del D.L. n. 32/2019, la quale, in tesi, confermerebbe che la volontà del legislatore era quella di mantenere, anzi, potenziare loperatività del meccanismo del cumulo alla rinfusa, nella dichiarata prospettiva della operatività e sopravvivenza di tale strumento pro-concorrenziale (cfr. ex multis Consiglio di Stato, sez. V, 29 marzo 2021, n. 2588; T.A.R. Lazio, Sez. II, 7 aprile 2022, n. 4082).
Il Tribunale ritiene maggiormente aderente al dato letterale e coerente con il quadro sistematico la tesi opposta, che, anche in relazione ai servizi e alle forniture, limita il cumulo alla rinfusa ai soli requisiti relativi alla disponibilità delle attrezzature e dei mezzi dopera, nonché allorganico medio annuo.
Lorientamento interpretativo da ultimo richiamato (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 22 agosto 2022, n 7360; Tar Lazio, sez. III, 3 marzo 2022, n. 2571; Tar Lazio, sez. I, 7 dicembre 2020, n. 13049) evidenzia che, sul piano letterale, il primo comma dellart. 47 è chiaro nel consentire il cumulo solo con riferimento a determinati requisiti, ossia attrezzature, mezzi e organico medio, stabilendo che, al di fuori di questo ambito, i requisiti di idoneità tecnica e finanziaria devono essere posseduti direttamente dal consorzio stabile e non per il tramite delle imprese consorziate (vale precisare che tale orientamento è espresso, seppure in obiter dictum, anche da Consiglio di Stato, ad. pl. 18 marzo 2021, n. 5).
La norma non delimita il suo ambito di applicazione ai lavori, ma è di carattere generale, perché non reca alcuna delimitazione applicativa, sicché va riferita anche ai servizi e alle forniture.
Non solo, è stata espunta la previsione di cui al previgente art. 36, comma 7, in forza della quale il consorzio stabile si qualifica sulla base delle qualificazioni possedute dalle singole imprese consorziate. Questa norma non prevedeva alcuna distinzione tra imprese designate e non designate per lesecuzione delle prestazioni, sicché aveva legittimato uninterpretazione ampia e generalizzata del cumulo dei requisiti c.d. alla rinfusa. La soppressione della disposizione richiamata, unitamente al tenore letterale dellart. 47, conduce a superare lorientamento ampliativo e a restringere la praticabilità del cumulo ai soli requisiti menzionati nel comma 1 dellart. 47.
Anche largomento della finalità proconcorrenziale, che giustificherebbe linterpretazione estensiva, non è dirimente. Invero, come rilevato dalla citata giurisprudenza, la finalità di favorire la concorrenza è insita nella possibilità di utilizzare la forma del consorzio stabile, indipendentemente dalloperatività del cumulo alla rinfusa.
Anche il secondo comma dellart. 47 supporta linterpretazione restrittiva.
In primo luogo va osservato che anche questa disposizione, come il primo comma, non ha un ambito di applicazione riservato al settore dei lavori, sicché è di portata generale e va riferita anche ai servizi e alle forniture. La norma stabilisce che i consorzi stabili eseguono le prestazioni o con la propria struttura o tramite i consorziati indicati in sede di gara senza che ciò costituisca subappalto; la disposizione non prevede più la possibilità di ricorrere allavvalimento ai fini dellutilizzazione dei requisiti posseduti dalle imprese consorziate non designate come esecutrici.
Pertanto, dal coordinamento tra il primo e il secondo comma deriva che (cfr. giur cit.): a) i consorzi stabili che intendano eseguire le prestazioni con la propria struttura devono dimostrare (e comprovare con le modalità ordinarie) il possesso, in proprio, dei requisiti di idoneità tecnica e finanziaria per lammissione alle procedure di affidamento, salva la facoltà di computare cumulativamente i soli requisiti relativi alla disponibilità delle attrezzature e dei mezzi dopera e allorganico medio annuo, quandanche posseduti dalle singole imprese consorziate, ancorché non designate allesecuzione; b) essi possano, alternativamente, affidarsi (senza che ciò costituisca subappalto) alle imprese consorziate, alluopo indicate in sede di gara, che ne risultano corresponsabili.
Quanto alla portata del comma 2 bis dellart. 47, la tesi estensiva ritiene che la norma abbia un ruolo centrale nella soluzione del problema, in quanto si tratterebbe di una disciplina speciale, relativa ai servizi e alle forniture, che legittimerebbe il cumulo alla rinfusa oltre i limiti posti dal primo comma, perché prevede che la sussistenza dei requisiti possa essere verificata in capo ai singoli consorziati.
Quella prospettata non è lunica interpretazione possibile, perché la norma può essere collocata nel contesto del complessivo art. 47 senza derogare ai primi due commi, che, come già evidenziato, presentano un ambito applicativo generale.
In particolare, fermi restando sia la praticabilità del cumulo solo per attrezzature, mezzi dopera ed organico medio annuo, sia il fatto che il consorzio stabile possa eseguire le prestazioni in proprio o per il tramite delle consorziate designate, la norma si limita a precisare, in relazione ai servizi e alle forniture, che, qualora il consorzio individui una consorziata come esecutrice, questultima dovrà essere autonomamente in possesso del requisito di qualificazione, così come, in caso di esecuzione in proprio ad opera del consorzio, questultimo dovrà possedere autonomamente il requisito.
A cura di giurisprudenzappalti.it del 08/03/2023 di Roberto Donati

