Il Consiglio di Stato, nel respingere lappello, ribadisce il principio per cui il partecipante ad una gara di appalto non è tenuto a dichiarare le esclusioni comminate nei suoi confronti in precedenti gare per aver dichiarato circostanze non veritiere, poiché, al di là dei provvedimenti sanzionatori spettanti allANAC in caso di dolo o colpa grave nel mendacio, la causa di esclusione dellomettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione si riferisce – e si conclude – allinterno della procedura di gara in cui è maturata.
Questa la sintesi di Consiglio di Stato, Sez. IV, 14/06/2022, n. 4831:
19.2. In primo luogo, si osserva che non è contestata la circostanza che i fatti cui si riferiscono le predette esclusioni, nella gara in esame siano stati integralmente dichiarati.
Tale circostanza priva di rilevanza i più recenti arresti giurisprudenziali citati dalla società appellante, addotti quali sintomatici di un contrasto giurisprudenziale in materia.
In tali pronunce è stata infatti sottolineato che lobbligo di dichiarare una precedente esclusione è formula sintetica per dire che il concorrente è tenuto a dichiarare quella pregressa vicenda professionale astrattamente in grado di far dubitare della sua integrità e affidabilità professionale come operatore chiamato allesecuzione di un contratto dappalto (che abbia condotto la stazione appaltante ad adottare un provvedimento di esclusione (Cons. Stato, Sez. V, 20 settembre 2021, n. 6407), ovvero che lesclusione può essere comminata quando per effetto del silenzio serbato dallofferente sulle pregresse esclusioni, la stazione appaltante non sia stata messa nelle condizioni di aver conoscenza di uno o più precedenti significativi in grado di orientarne il giudizio(Cons. St., Sez. III, 24 dicembre 2021, n. 8596).
Nel caso in esame, al contrario, non solo le vicende oggetto delle precedenti esclusioni sono state dichiarate da -OMISSIS-ma il Comune ha comunque chiesto ulteriori chiarimenti, i quali sono stati debitamente forniti dallimpresa (cfr. i documenti n. 22 e n. 23, depositati in primo grado del Comune).
LAmministrazione ha quindi legittimamente ritenuto tali episodi, relativi ad altre gare, non ostativi allammissione di -OMISSIS-, in linea con lorientamento richiamato dal T.a.r., secondo cui il partecipante ad una gara di appalto non è tenuto a dichiarare le esclusioni comminate nei suoi confronti in precedenti gare per aver dichiarato circostanze non veritiere, poiché, al di là dei provvedimenti sanzionatori spettanti allANAC in caso di dolo o colpa grave nel mendacio, la causa di esclusione dellomettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione si riferisce – e si conclude – allinterno della procedura di gara in cui è maturata (in termini, Cons. Stato, V, 9 gennaio 2019, n. 196; V, 21 novembre 2018, n. 6576; V, 13 settembre 2018, n. 5365; V, 26 luglio 2018, n. 4594) (Cons. Stato, sez. V, 3 febbraio 2021, n. 1000).
Il rilievo meramente interno alla singola procedura di gara della tipologia di esclusione in esame, trova poi conferma anche nella giurisprudenza più recente, la quale ha sottolineato che il legislatore ha chiaramente definito le condotte che danno luogo ad una esclusione automatica prolungata nel tempo da ogni procedura di gara, così mostrando il chiaro intento di specificare i casi che per il loro disvalore possono giustificare il propagarsi degli effetti espulsivi in via automatica. Si tratta dei casi per i quali è prevista liscrizione nel casellario informatico tenuto dallA.n.a.c. (art. 213, comma 10, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) vale a dire la presentazione in gara di false dichiarazioni o di falsa documentazione e a condizione che lA.n.a.c. ravvisi che esse siano state rese con dolo o colpa grave in considerazione della rilevanza o della gravità dei fatti oggetto della falsa dichiarazione o della presentazione di falsa documentazione (così il comma 12 del citato art. 80); questi episodi comportano lesclusione da ogni procedura di gara per il tempo in cui perdura liscrizione nel casellario giudiziario (cfr. art. 80, comma 5, lett. f-ter e g).
Sarebbe, allora, poco ragionevole che il legislatore, da un lato, abbia previsto in dettaglio quelle vicende tra le varie previste dal comma 5 dellart. 80 cit. che danno luogo a prolungata esclusione da ogni procedura di gara e, dallaltro, al comma 10 – bis abbia poi introdotto una generalizzata estensione temporale dei provvedimenti di espulsione, valevole, cioè, quale che sia stata la causa di esclusione tra quelle previste dal comma 5 dellart. 80 e per ogni altra procedura di gara. (Cons. Stato, sez. V, n. 8406 del 16 dicembre 2021).
Vero è che vè un obbligo dichiarativo a carico delloperatore economico che è comunque tenuto a dichiarare in altre procedure il precedente provvedimento espulsivo subito, con conseguente onere dellaltra stazione appaltante, nella procedura di gara da sé stessa indetta, di (ri)valutare nuovamente lepisodio causa di esclusione e decidere autonomamente se ammettere il concorrente o (ri)affermare nuovamente la rilevanza espulsiva della condotta.
Tuttavia non si può predicare alcun effetto espulsivo automatico dalla nuova procedura di gara cui limpresa abbia richiesto di partecipare, sussistendo un principio generale per il quale ogni provvedimento di esclusione si genera e si consuma allinterno della procedura di gara per il quale è stato adottato dalla stazione appaltante […] salvi gli obblighi dichiarativi in capo a ciascun operatore economico che dovrà informare la stazione appaltante delle precedenti esclusioni; in coerenza logica, la disposizione del comma 10 – bis si pone quale norma di chiusura di questo microsistema poiché delimita il periodo di rilevanza ai fini espulsivi di una pregressa vicenda professionale della quale sia stata informata la stazione appaltante (e correlativo il periodo al quale gli obblighi dichiarativo debbono aver riferimento) (così ancora la sentenza n. 8406/2021, cit.).
A cura di giurisprudenzappalti.it del 14/06/2022 di Roberto Donati

