Lofferente viene escluso in quanto ha indicato nella propria offerta economica i soli costi della manodopera affidata a personale interno (per 26.900 ore complessive), illustrandoli in una tabella (riferita ai costi diretti annui e complessivi della manodopera) da cui era espressamente esclusa la quota subappaltabile dei lavori, attività specialistiche e in staff. Con riguardo allattività del personale impiegato nel call center e alla manodopera subappaltata, invece, i relativi costi avrebbero dovuto rinvenirsi nel quadro riepilogativo generale (Relazione descrittiva delle voci di costo fondamentali nella determinazione dei prezzi formulati nellofferta economica), alle voci Quota servizio informativo, mezzi speciali oneri di ufficio e quota call center interno RTI e Servizi specialistici e interventi di terzi (impianti speciali, verde, ascensori, antincendio).
Secondo Tar Friuli Venezia Giulia, I, 12 ottobre 2020, n. 348:
appare corretto il rilievo dellamministrazione secondo cui lofferente avrebbe omesso di esplicitare i costi indiretti della manodopera, dando luogo ad una sostanziale elusione dellart. 95 comma 10 citato, da cui deriva necessariamente la sua esclusione dalla gara.
Quanto, in particolare, ai costi del personale impiegato dal subappaltatore, Cons. St., Sez. V, 8 marzo 2018, n. 1500, ha affermato il principio secondo cui il concorrente che intenda avvalersi del subappalto ha lonere di rendere puntualmente edotta lamministrazione delleffettivo costo del personale fornitogli dal subappaltatore, al fine di consentirle un effettivo controllo della sostenibilità economica dellofferta. Né vi è ragione per ipotizzare un diverso regime dichiarativo con riguardo al personale (interno) che esercitava il servizio di call center, anche se svolto part-time dal personale della società e quindi ritenuto a carico delle spese generali dellimpresa. La sostenibilità dellofferta non implica, infatti, la mera copertura dei costi con i ricavi, ma impone che ciò avvenga nel rispetto – tra gli altri – degli obblighi imperativi di fonte giuslavoristica (art. 97 comma 5 lett. d del d.lgs. 50/2016). Nel caso di specie, le dichiarazioni di ENGIE, anche a seguito dei chiarimenti forniti nel subprocedimento di verifica dellanomalia, non hanno reso possibile il controllo di questultima fondamentale condizione.
Per le ragioni esposte, il ricorso deve essere respinto. Rimangono assorbite le contestazioni relative allulteriore motivo di esclusione emerso nel corso della verifica di anomalia.
A cura di giurisprudenzappalti.it del 12/10/2020 di Elvis Cavalleri

