Quando non è possibile sostituire limpresa ausiliaria che ha perso i requisiti ed è imposta lesclusione automatica dalla gara del suo consorzio?
Le indicazioni sono messe nero su bianco dalla sentenza della Corte europea nella causa C-223/16.
Il disciplinare di gara precisava che, ai fini della partecipazione alla gara dappalto, era necessario ottenere unattestazione da parte della Società Organismo di Attestazione relativa alle qualificazioni richieste per prestazioni di progettazione e di esecuzione rientranti in determinate categorie.
Secondo costante giurisprudenza, la direttiva applicabile è, in linea di principio, quella in vigore alla data in cui lamministrazione aggiudicatrice sceglie il tipo di procedura da seguire risolvendo definitivamente la questione se sussista o meno un obbligo di indire preventivamente una gara per laggiudicazione di un appalto pubblico. Sono, al contrario, inapplicabili le disposizioni di una direttiva il cui termine di recepimento sia scaduto dopo tale data.
Nel procedimento principale, come sottolineato dallavvocato generale al paragrafo 47 delle sue conclusioni, consentire, in modo imprevedibile, esclusivamente a un raggruppamento dimprese di sostituire unimpresa terza che fa parte del raggruppamento, e che ha perduto una qualificazione richiesta a pena di esclusione, costituirebbe una modifica sostanziale dellofferta e dellidentità stessa del raggruppamento. Una tale modifica dellofferta, infatti, obbligherebbe lamministrazione aggiudicatrice a procedere a nuovi controlli procurando un vantaggio competitivo a tale raggruppamento, che potrebbe tentare di ottimizzare la sua offerta per meglio far fronte alle offerte dei suoi concorrenti nella procedura di aggiudicazione dellappalto in questione.
Una tale situazione sarebbe contraria al principio di parità di trattamento, che impone che i concorrenti dispongano delle medesime possibilità nella formulazione dei termini della loro offerta e che implica che tali offerte siano soggette alle medesime condizioni per tutti i concorrenti, e costituirebbe una distorsione della concorrenza sana ed effettiva tra imprese che partecipano a un appalto pubblico.
Larticolo 47, paragrafo 2, e larticolo 48, paragrafo 3, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale che esclude la possibilità per loperatore economico, che partecipa a una gara dappalto, di sostituire unimpresa ausiliaria che ha perduto le qualificazioni richieste successivamente al deposito della sua offerta, e che determina lesclusione automatica del suddetto operatore.
A cura di lentepubblica.it del 19/09/2017
