Appalti: regole su tassatività delle cause di esclusione

Gen 18, 2017

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Il TAR Firenze, con la Sentenza del 12.01.2017 n. 24 ord., si è espresso sulla tassatività delle cause di esclusione in una gara dappalto.

Sia pure con i limiti di sommarietà propri della cognizione cautelare, appare fondata leccezione di irricevibilità e inammissibilità del ricorso sollevata dalla difesa della stazione appaltante. Infatti lart. 83 co. 8, secondo e terzo periodo, del D.Lgs. n. 50/2016 non sembra voler introdurre una disciplina innovativa del principio di tassatività delle cause di esclusione già enunciato dallart. 46 co. 1-bis del D.Lgs. n. 163/2006, del quale costituisce la sostanziale riproduzione (in ossequio alle indicazioni impartite dalla Commissione Speciale del Consiglio di Stato con il parere n. 855 del 1 aprile 2016).
Conseguentemente, pur nel vigore della nuova codificazione in materia di contratti pubblici, continua a dover essere qualificato in termini di annullabilità, e non di nullità, il vizio della legge di gara che si ponga in contrasto con precetti inderogabili di legge o regolamento in materia di requisiti di partecipazione alla procedura, ovvero detti una disciplina con essi incompatibile, senza per questo introdurre cause di esclusione violative del menzionato principio di tassatività (cfr. Cons. Stato, A.P., 25 febbraio 2014, n. 9). Oltretutto:

  • in presenza di clausole immediatamente escludenti, non sembra potersi dubitare della sussistenza di un onere di immediata impugnazione in capo a chi ne contesti la legittimità;
  • per le assorbenti ragioni esposte, la domanda cautelare non può trovare accoglimento;
  • nondimeno, occorre fissare ludienza per la trattazione di merito della controversia, a norma dellart. 120 co. 6-bis c.p.a.;
  • le spese della presente fase seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

Fonte TAR Firenze