Conflitto dinteresse del medico pubblico titolare di incarichi da libero professionista
Parere anticorruzione di Anac a una Asl della Sicilia
Vi è conflitto dinteresse quando il medico di unAzienda sanitaria sia titolare di un interesse privato che possa influenzare lo svolgimento delle prestazioni in favore dellASL, a tutela della salute e della corretta gestione delle risorse pubbliche. È quanto ha precisato Anac con parere anticorruzione approvato dal Consiglio dellAutorità del 15 aprile 2026. La richiesta di parere è giunta da parte di una importante Azienda sanitaria siciliana in merito alla gestione delle situazioni di incompatibilità e conflitto di interesse dei medici titolari di incarichi libero professionali di natura continuativa.
Il conflitto dinteresse costituisce un rischio specifico che lente è tenuto a considerare nellambito della mappatura dei processi e della programmazione delle misure previste nel Piano Anticorruzione, scrive Anac. È opportuno, quindi, che ciascuna azienda sanitaria preveda nel proprio Piano apposite misure di prevenzione dei conflitti di interessi con riferimento ai processi in cui siano coinvolti medici professionisti legati da rapporto di collaborazione con il servizio sanitario. La principale misura è rappresentata dallobbligo di segnalazione da parte dellinteressato e dalla successiva astensione dalla partecipazione alla decisione o allatto endoprocedimentale che potrebbe porsi in contrasto con il concorrente interesse privato.
Tuttavia, a fronte di un conflitto ripetuto e diffuso il rimedio dellastensione potrebbe rivelarsi non idoneo a garantire lo svolgimento di un incarico nel rispetto del principio di imparzialità, poiché per risolvere la situazione di conflitto di interessi cosiddetto strutturale sarebbe, di fatto, necessaria una ripetuta astensione con conseguente pregiudizio del funzionamento, del buon andamento e della continuità dellazione amministrativa. In tal caso, lunica misura idonea ad arginare il rischio è costituita dalla rinuncia ad uno dei due incarichi. Non sembra, infatti, sufficiente il ricorso allastensione, posto che il medico dovrebbe optare per unastensione ripetuta e continuativa con leffetto di paralizzare il servizio pubblico ed arrecare un danno allinteresse collettivo di tutela della salute.
Spetta, in ogni caso, allamministrazione valutare caso per caso la portata del conflitto e la sua potenziale pregiudizialità rispetto allimparzialità delle funzioni di cura dellinteresse pubblico affidate al professionista sanitario. In particolare, Anac invita a riservare particolare attenzione al caso in cui le attività svolte allesterno coincidano per tipologia e ambito di specializzazione con quelle esercitate in favore del Servizio sanitario, onde evitare che il medico possa influenzare il paziente nella scelta di sottoporsi alle cure presso enti privati, esclusivamente allo scopo di conseguire un ritorno economico ovvero altro vantaggio personale.
Fonte: ANAC, 11/05/2026

