Relazione al Parlamento sull’attività Anac svolta nel 2025

Apr 21, 2026

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Si è tenuta il 21 aprile 2026 alla Camera dei Deputati, presente il Presidente della Repubblica Mattarella

Il Presidente dellAnac, Giuseppe Busìa, ha tenuto stamane alle 11 alla Camera dei deputati la Relazione annuale al Parlamento dellattività svolta dallAutorità Nazionale Anticorruzione nel 2025.

Tra i temi affrontati lesplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le consulenze), arrivando al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025); la disparità di genere negli appalti Pnrr (meno dell8% delle procedure Pnrr hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e lassunzione di giovani, 7.000 procedure su 96.000); la distrazione dei fondi dellUnione europea (in crescita del 35% lo scorso anno); lassenza di obbligo di dichiarazione del titolare effettivo, per le imprese che partecipano agli appalti.

Nel 2025 il valore complessivo degli appalti pubblici in Italia è stato di 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi dovuti ad appalti effettuati e finanziati con le risorse del Pnrr.
Il numero complessivo degli appalti è, invece, pari a 287.421, in aumento rispetto al 2024 sia per numero di procedure, con +7,6%, che per il loro importo totale con un incremento del +13,9%.
I settori in forte crescita in termini di importo sono il settore delle forniture e quello dei servizi, rispettivamente con +25,2% e +15,9% rispetto al precedente anno. In flessione il settore dei lavori con un -10,6%.Le tipologie di forniture maggiormente acquistate nel 2025 sono quelle relative ai prodotti farmaceutici, la cui spesa aumenta rispetto al precedente anno del 65,4% e quelle relative alle apparecchiature mediche, che fanno registrare un incremento di spesa del 10,1% rispetto al 2024.

Riguardo a conflitto di interessi, inconferibilità e pantouflage, il Presidente Anac ha sottolineato i vuoti di tutela lasciati dallabrogazione del reato di abuso dufficio ed il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite. Per compensare larretramento del diritto penale, si sarebbero dovute rafforzare almeno le garanzie amministrative. Purtroppo, è avvenuto il contrario. Auspichiamo – ha dichiarato Busìa – che il recepimento della Direttiva europea anticorruzione sia loccasione per ripensare almeno alcune delle scelte normative effettuate.

Quanto allassenza di una disciplina organica sulle lobby in Italia, Busìa ha insistito sulla necessità di una disciplina adeguata.
Riguardo la sicurezza sul lavoro e nel lavoro, il Presidente Anac ha dichiarato: Negli appalti pubblici – anche più che altrove – servono tutele stringenti: controlli rafforzati, responsabilità di filiera, cantieri digitali, tracciabilità dei flussi di manodopera, formazione obbligatoria. I rischi maggiori si annidano nei subappalti, soprattutto quando si moltiplicano a cascata, erodendo trasparenza e responsabilità.

Per quanto riguarda la digitalizzazione dei contratti, Busìa ha detto: In appena due anni, lItalia ha compiuto un salto che sembrava impossibile. Le procedure analogiche sono crollate dal 21% all1%, le stazioni appaltanti che le hanno usate almeno una volta lanno dal 45% all1%, mentre con il nostro Fascicolo virtuale delloperatore economico (Fvoe) sono stati verificati circa 175.000 operatori nel 2025, con oltre 4 milioni di certificazioni rilasciate.

Riguardo alla qualificazione delle stazioni appaltanti, in due anni siamo passati da oltre 20.000 a circa 4.000. Lobiettivo, però, non è solo ridurre il numero degli enti qualificati, ma renderli più forti, più efficienti, più capaci di offrire servizi migliori anche ai soggetti meno strutturati. Attraverso la professionalizzazione operiamo anche per rendere le procedure più efficienti e veloci, monitorando il rispetto del termine di 160 giorni per la loro conclusione.

Infine, intervenendo sulle Direttive europee in materia di contratti pubblici, Busìa ha affermato: Urge incentivare gli acquisti di prodotti europei (Buy Europe). Bisognerà operare in modo da non comprimere, ma potenziare la forza negoziale dellUnione, gli acquisti aggregati a livello europeo, a partire da quelli energetici, quanto mai essenziali in questo difficile frangente internazionale. Ciò, al fine di rafforzare il potere negoziale degli Stati, altrimenti troppo deboli di fronte agli interessi di alcune potenze extraeuropee.

Fonte: ANAC 21/04/2026