Il CCNL Igiene Ambientale è almeno equivalente rispetto al trattamento garantito in applicazione del CCNL Trasporto.
Perché lequivalenza, tanto economica quanto normativa, tra i CCNL deve essere verificata in termini di coerenza tra il contratto collettivo applicato e loggetto dellappalto.
Questo quanto stabilito dal Consiglio di Stato nel respingere lappello.
Viene infatti lamentata lerroneità della decisione di primo grado nella parte in cui avrebbe erroneamente interpretato le disposizioni del Codice dei contratti pubblici in tema di verifica dellequivalenza delle tutele offerte dal CCNL indicato dallaggiudicataria nella sua offerta rispetto a quelle garantite dal CCNL indicato negli atti di gara, ai sensi dellart. 11, commi 3, 4 e 5, d.lgs. n. 36/2023.
In particolare, la parte appellante assume che il giudice di primo grado, nel riconoscere lequivalenza tra il CCNL Logistica trasporto merci e spedizioni, indicato nella documentazione di gara, e il CCNL Igiene Ambientale, applicato dal R.T.I. aggiudicatario del servizio, avrebbe male valutato le risultanze istruttorie acquisite al procedimento ad evidenza pubblica di cui trattasi.
In particolare, lequivalenza non potrebbe dirsi sussistente in quanto il CCNL applicato dal RTI aggiudicatario garantirebbe tutele normative inferiori rispetto a quello indicato dalla stazione appaltante, con particolare riferimento a indennità, disciplina compensativa delle ex festività soppresse, permessi retribuiti, scatti di anzianità e disciplina del lavoro straordinario.
Tali divergenze, ad avviso della società appellante, supererebbero gli scostamenti marginali individuati dallANAC, nella Relazione Illustrativa allegata al Bando Tipo n. 1/2023, e nella Circolare dellINL n. 2 del 28 luglio 2020, ragione per cui avrebbero dovuto portare la stazione appaltante a concludere con esito negativo il relativo giudizio di equivalenza.
Consiglio di Stato, Sez. IV, 02/12/2025, n. 9484 respinge lappello:
1.6. Tanto premesso, diversamente da quanto sostenuto nel motivo di appello in esame, dallinterpretazione letterale e sistematica del riportato Allegato I.01.6 al d.lgs. 36/2023 si ricava la necessità di effettuare la verifica della dichiarazione di equivalenza alla luce del disposto di cui allart. 110, d.lgs. 36/2023.
1.7. Questultima previsione è interpretata, da un costante orientamento giurisprudenziale, nel senso che:
– il procedimento di verifica dellanomalia non ha carattere sanzionatorio e non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dellofferta economica, mirando piuttosto ad accertare se in concreto lofferta, nel suo complesso, sia attendibile ed affidabile in relazione alla corretta esecuzione dellappalto: esso mira, infatti, a valutare la complessiva adeguatezza dellofferta rispetto al fine da raggiungere (cfr., ex multis, Cons. Stato, V, 22 marzo 2022, n. 2079; 24 novembre 2021, n. 7868);
– nelle gare pubbliche il giudizio di verifica dellanomalia dellofferta ha natura globale e sintetica, costituendo espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale, riservato alla Pubblica Amministrazione, che è insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che nelle ipotesi di manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza delloperato della commissione di gara che rendano palese linattendibilità complessiva dellofferta (Cons. Stato, V, 20 dicembre 2018, n. 7178; sez. V, 27 dicembre 2017, n.7251);
– il giudice amministrativo può sindacare le valutazioni dellAmministrazione sotto il profilo della logicità, ragionevolezza ed adeguatezza dellistruttoria, senza poter tuttavia procedere ad alcuna autonoma verifica della congruità dellofferta e delle singole voci, ciò rappresentando uninammissibile invasione della sfera propria della Pubblica amministrazione (si veda ex multis, Consiglio di Stato, sez. III, 27 novembre 2024, n. 9514; Consiglio di Stato, sez. V, 12 febbraio 2020, n. 1066, che richiama Adunanza Plenaria, 29 novembre 2012, n. 36 e sez. V, 28 ottobre 2019, n.7391; III, 20 maggio 2020, n. 3207 che richiama Sezione V, 30 dicembre 2019, n. 8909);
– nellambito del contraddittorio che va assicurato nel sub-procedimento in esame, a fronte dellimmodificabilità dellofferta economica nel suo complesso, sono tuttavia modificabili le relative giustificazioni, e in particolare sono consentite giustificazioni sopravvenute e compensazioni tra sottostime e sovrastime, purché lofferta risulti nel suo complesso affidabile al momento dellaggiudicazione e a tale momento dia garanzia di una seria esecuzione del contratto (Cons. Stato, III, 31 maggio 2022, n.4406; V, 2 agosto 2021, n. 5644; id. 15 luglio 2021, n. 5334; Cons. Stato, sez. V, 28 febbraio 2020, n. 1449; V, 8 gennaio 2019, n. 171);
– le singole voci di costo possono essere modificate per sopravvenienze di fatto o normative che comportino una riduzione dei costi o per originari comprovati errori di calcolo o per altre plausibili ragioni (Cons. Stato, sez. V, 16 marzo 2020, n. 1874; V, 26 giugno 2019, n. 4400; V, 10 ottobre 2017, n. 4680; V, 15 dicembre 2021, n. 8358).
1.8. È, dunque, sulla base di tali consolidati principi che occorre scrutinare la valutazione operata, nel caso in esame, dalla stazione appaltante.
1.9. Al riguardo, occorre evidenziare che la parte appellante, nel sostenere la pretesa non equivalenza tra il CCNL indicato dalla lex specialis e quello applicato da XXXX, si è limitata ad un richiamo meramente generico alla Relazione Illustrativa allegata al Bando Tipo n. 1/2023 dellANAC, nonché alla Circolare INL n. 2 del 28 luglio 2020.
Una simile impostazione non appare in linea con le sopra indicate coordinate normative e giurisprudenziali perché pretende di desumere la non equivalenza unicamente dal numero degli scostamenti individuati, senza alcuna valutazione del loro effettivo rilievo e, soprattutto, senza considerare lesame complessivo delle tutele assicurate.
Ciò in quanto lequivalenza, tanto economica quanto normativa, tra i CCNL deve essere verificata in termini di coerenza tra il contratto collettivo applicato e loggetto dellappalto.
Tale verifica deve, infatti, essere svolta secondo una valutazione complessiva, giuridica ed economica, finalizzata ad accertare: (i) il trattamento dei lavoratori impiegati in tale gara non sia eccessivamente inferiore a quello dei CCNL individuati dalla stazione appaltante; (ii) vi sia corrispondenza, o almeno confrontabilità, tra le mansioni del CCNL applicato e le lavorazioni oggetto dellappalto.
1.9. Nel caso in esame, la stazione appaltante ha assolto in maniera non illogica a tale onere valutativo non solo mediante una autonoma verifica della compatibilità tra i due CCNL, ma anche mediante lacquisizione di un parere di un consulente del lavoro che ha certificato come il trattamento complessivo riconosciuto dalla aggiudicataria ai propri dipendenti, in applicazione del CCNL 17 Igiene Ambientale, è almeno equivalente rispetto al trattamento garantito in applicazione del CCNL Trasporto.
A cura di giurisprudenzappalti.it del 02/12/2025 di Roberto Donati

