Diritto di accesso civico generalizzato agli atti, la legge lo riconosce a chiunque

Lug 23, 2025

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Diritto di accesso civico generalizzato agli atti, la legge lo riconosce a chiunque

Non cè dovere di spiegare le ragioni, né avere un interesse diretto

La legge riconosce a chiunque il diritto di accesso civico agli atti di unamministrazione senza doverne spiegare le ragioni.
Lo ha precisato Anac con Parere anticorruzione, approvato dal Consiglio dellAutorità del 9 luglio 2025, rispondendo ad una richiesta di chiarimenti da parte di unUnione di Comuni del Centro Italia.

Laccesso civico generalizzato – ricorda Anac  si sostanzia in una forma di accesso non condizionato dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti ed avente ad oggetto tutti i dati e i documenti e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli per i quali è stabilito un obbligo di pubblicazione. In tal senso, listituto risponde ad un principio generale di trasparenza ed intende garantire forme diffuse di controllo sullazione amministrativa, al fine di promuoverne il buon andamento nonché la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico.

Laccesso generalizzato differisce dallaccesso civico semplice in quanto non limitato a dati, documenti ed informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria ed improntato alla più ampia conoscibilità, incontrando come unici limiti il rispetto della tutela degli interessi pubblici e/o privati indicati dalla normativa.

Non è legittimo, pertanto, un diniego di accesso in base allargomento che i dati o documenti richiesti risalirebbero a una data anteriore alla entrata in vigore del d.lgs. n. 33/2013 o del d.lgs. n. 97/2016: ferme restando le norme sulla conservazione dei documenti amministrativi, la portata generale del principio di conoscibilità dei dati o documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni non ammette limitazioni temporali, del resto, non previste da nessuna previsione legislativa. In questottica, lamministrazione non potrebbe negare lostensione sulla base che gli atti o i dati richiesti siano risalenti nel tempo, potendo al più valutare se la relativa ricerca possa arrecare pregiudizio al buon andamento, intralciando il funzionamento dellente. E possibile negare solo richieste manifestamente onerose o sproporzionate e, cioè, tali da comportare un carico irragionevole di lavoro idoneo a interferire con il buon andamento della pubblica amministrazione.

La circostanza che linteressato non abbia un interesse diretto, attuale e concreto ai sensi dellart. 22 della l. n. 241 del 1990, non per questo rende inammissibile listanza di accesso civico generalizzato, nata anche per superare le restrizioni imposte dalla legittimazione allaccesso documentale. Non si deve confondere da questo punto di vista la ratio dellistituto con linteresse del richiedente, che non necessariamente deve essere altruistico o sociale né deve sottostare ad un giudizio di meritevolezza, per quanto, come detto, certamente non deve essere pretestuoso o contrario a buona fede. In via generale, dunque, linteresse del richiedente non deve essere oggetto di valutazione da parte dellamministrazione, tenuto conto che la norma riconosce a chiunque il diritto di accesso senza doverne spiegare le ragioni.

Fonte: ANAC del 22/07/2025