Frazionamento artificioso e documentazione carente negli interventi di messa in sicurezza

Mag 5, 2025

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Frazionamento artificioso e documentazione carente negli interventi di messa in sicurezza. Vigilanza sul Comune di Tursi, in provincia di Matera: criticità nelle opere di prevenzione dei rischi idrogeologici

Con la delibera n. 133 del 2 aprile 2025, lAutorità Nazionale Anticorruzione ha concluso un procedimento di vigilanza su tre affidamenti disposti dal Comune di Tursi, in provincia di Matera, relativi a interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico. Listruttoria, avviata a seguito di una segnalazione, ha riguardato gli incarichi per la progettazione delle opere di consolidamento in tre aree comunali: lalveo del torrente Pescogrosso, larea a monte di via Napoli e il rione Rabatana. In due casi si è fatto ricorso allaffidamento diretto e nel terzo a una procedura negoziata.

Dallanalisi condotta è emersa lassenza degli atti propedeutici previsti dalla normativa – in particolare il Documento di indirizzo alla progettazione (DIP) – compromettendo così la possibilità di stimare correttamente i corrispettivi e di fornire agli operatori economici elementi completi per la formulazione dellofferta. Non a caso – si legge nella delibera – per ogni incarico conferito con laffidamento diretto è stato assunto lo stesso valore dellopera da progettare, stimata in euro 1.750.000 ovvero in euro 3.400.000,00 nel caso della procedura negoziata, senza desumersi da tali documenti alcun elemento di calcolo.

Ulteriori criticità hanno riguardato la mancata completa verifica documentata dei requisiti generali e speciali in capo ai soggetti affidatari, in violazione dellart. 17 del Codice dei contratti pubblici, nonché la scelta di suddividere la progettazione in tre incarichi distinti, senza che siano state riscontrate reali esigenze tecniche a giustificazione.

LAutorità ha pertanto ritenuto configurabile un frazionamento artificioso degli incarichi, effettuato al fine di rientrare nelle soglie che consentono laffidamento diretto o procedure meno competitive, in contrasto con il principio di corretta determinazione del valore dellappalto e con il divieto di elusione delle soglie europee. Inoltre, secondo lAutorità, nel caso di specie una visione unitaria del dissesto idrogeologico sarebbe stata consigliabile per una progettazione coordinata.

Fonte: ANAC del 02/05/2025