Inconferibile l’incarico di Presidente di Agenzia di enti locali al Sindaco di uno dei comuni soci

Feb 18, 2025

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Inconferibile lincarico di Presidente di Agenzia di enti locali al Sindaco di uno dei comuni soci

Il Sindaco di uno dei Comuni partecipanti alla compagine sociale non può essere nominato Presidente di unAgenzia, interamente partecipata da enti locali e qualificata, agli esiti degli approfondimenti condotti da Anac, come ente di diritto privato in controllo pubblico.
Lo precisa la recente delibera Anac n. 34 del 5 febbraio 2025, con la quale il Consiglio dellAutorità Nazionale Anticorruzione ha accertato linconferibilità  ai sensi dellart. 7, c. 2 lett. d), del d.lgs. n. 39/2013  dellincarico di Presidente del Consiglio dAmministrazione (CdA) dellAgenzia di unarea importante del Meridione, attribuito al primo cittadino di un Comune che possiede una partecipazione nel capitale sociale della stessa Agenzia  detenuto completamente da enti locali  e che, quindi, in qualità di socio, risulta ente conferente lincarico.

Secondo quanto rilevato dallAutorità nel corso dellistruttoria svolta, tanto il CdA quanto il Presidente dellAgenzia appaiono titolari di poteri non di mero indirizzo politico e/o di rappresentanza, ma anche di gestione e di amministrazione attiva, desumibili in particolare dal potere di firma sociale e dal potere di nomina di procuratori speciali e mandatari, anche tenuto conto dellassenza nellorganizzazione un direttore generale con poteri gestori. Lincarico di Presidente dellAgenzia, spiega la delibera, è di conseguenza qualificabile come incarico di amministratore di ente privato in controllo pubblico.

Nel caso di specie, la nomina dei membri del CdA (e del suo Presidente) dellAgenzia deve arrivare a maggioranza dei voti dall'organo sociale rappresentato dallAssemblea dei soci, tra i quali cè proprio il Comune di cui è Sindaco il soggetto poi divenuto Presidente dellente.
Al momento della nomina del CdA (e del suo Presidente), sebbene nessuno dei Comuni partecipanti allAssemblea dei soci deteneva una partecipazione maggioritaria, ogni socio risulta aver contribuito alla deliberazione di nomina, che è stata approvata allunanimità.

LAnac ricorda come già con la Delibera n. 553 del 2018, relativa proprio allinconferibilità dellincarico di Presidente del CdA di una società in controllo pubblico da parte di una molteplicità di soggetti, si sia precisato che il d.lgs. n. 39/2013 non richiede una partecipazione di controllo in capo ad ununica amministrazione. Tale impostazione è stata successivamente avallata dalla giurisprudenza amministrativa (v. la sentenza del Tar Lazio n. 12314/2019). Pertanto, anche qualora la partecipazione pubblica di controllo del capitale sociale di una società non sia riconducibile ad una singola amministrazione, ma a diverse amministrazioni pubbliche, come nel caso affrontato, ciò non ha conseguenze sulla natura giuridica della società partecipata ai fini del d.lgs. 39/2013, in quanto la partecipazione pubblica, complessivamente considerata, è una partecipazione di controllo.

Pertanto, il Comune in questione, avendo partecipato direttamente, attraverso la persona del Sindaco, alla nomina del CdA e, quindi, di se stesso quale Presidente dellAgenzia, attraverso lespressione del proprio voto, è stato co-conferente dellincarico, unitamente agli altri Comuni soci, spiega la delibera Anac che, in conclusione, dichiara linconferibilità dellincarico di Presidente dellAgenzia, con conseguente nullità ex lege del relativo atto di conferimento.

Fonte: ANAC del 17/02/2025