Un T.A.R. Lazio fuori dal coro in relazione ai costi connessi al rinnovo del CCNL occorso prima dell’aggiudicazione

Nov 25, 2024

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Il T.A.R. Lazio (I, 22 novembre 2024, n. 20912), pur in un caso peculiare (gara vecchia di un lustro) si discosta dalla prevalente giurisprudenza, anche di secondo grado, rispetto agli effetti sulla tenuta dellofferta degli eventi sopravvenuti (i.e. rinnovo CCNL), e pare seguire la scia del T.A.R. campano (cfr. questo articolo), che pure aveva scrutinato un caso peculiare.

Il Collegio ritiene che I rilievi mossi dalla ricorrente in ordine allattuale insostenibilità dellofferta impingono allesecuzione della commessa, in merito alla quale occorrerà assicurare ladeguamento dei livelli retributivi, ove modificati.

In verità il Consiglio di Stato ha ritenuto che analoghe sopravvenienze impingano anche la legittimità dellaggiudicazione (Cons. Stato, VII, 26 giugno 2024, n. 5659).

Più nello specifico ritiene che Il malinteso presupposto delle censure è, infatti, da riportare al tema del riequilibrio del contratto di appalto, che trova corrispondenza nelle previsioni del codice che consentono la modifica dei corrispettivi.

In particolare, lart. 106 del d.lgs. 50/2016, evocato dalla ricorrente a fondamento della domanda di annullamento dellaggiudicazione, stabilisce che i contratti di appalto possono essere modificati senza una nuova procedura di affidamento ove la necessità di modifica sia determinata da circostanze impreviste o imprevedibili per lamministrazione aggiudicatrice, tra le quali la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di autorità od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti (comma 1, lett. c), n. 2).

In verità il Consiglio di Stato ha già ritenuto lestraneità di detta norma alla disciplina della revisione prezzi (Cons. Stato, III, 13 luglio 2023, n. 6844).

Indubbiamente, secondo il Collegio, in tale novero vanno ricompresi i contratti collettivi nazionali di lavoro e le disposizioni tecniche che, ove risultino caratterizzate da inderogabilità, sostanzieranno lattivazione, da parte della stazione appaltante, dei rimedi manutentivi del contratto dappalto.

In verità il Consiglio di Stato ha già escluso che il periodico rinnovo del CCNL possa essere considerato evento imprevedibile, in quanto normale evenienza di cui limprenditore dovrebbe sempre tenere conto nel calcolo della convenienza economica dellofferta presentata (Cons. Stato, III, 20 giugno 2024, n. 5659).

In buona sostanza il Collegio ha ritenuto congrua lofferta in quanto le sopravvenienze incidono solo sulla fase esecutiva, ed in quanto è possibile una modifica del contratto in corso di esecuzione (così la rubrica dellart. 106), benché il contratto non fosse ancora stato stipulato, e lesecuzione non avesse ancora avuto corso…

A cura di giurisprudenzappalti.it del 22/11/2024 di Elvis Cavalleri