Irregolarità fiscale della consorziata: occorre consentire al Consorzio stabile di procedere alla riorganizzazione del proprio assetto interno

Apr 17, 2024

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Consorzio Stabile aggiudicatario si vedeva revocata laggiudicazione in quanto dalla documentazione acquisita risultava che una delle due società consorziate indicate per lesecuzione non era in possesso del requisito della regolarità fiscale.

Il Tar accoglie il ricorso, confermando i principi espressi dallAdunanza Plenaria del Consiglio di Stato con sentenza n. 2/2022.

Per cui, qualora si verifichi la predetta ipotesi di perdita dei requisiti, la stazione appaltante, in ossequio al principio di partecipazione procedimentale, è tenuta ad interpellare il Consorzio stabile e, laddove questo intenda effettuare una riorganizzazione del proprio assetto, onde poter riprendere la partecipazione alla gara, provvede ad assegnare un congruo termine per la predetta riorganizzazione.

Questo è altresì stato previsto dal legislatore, con lart. 97, commi 2 e 3 del nuovo codice dei contratti pubblici.

Ecco quanto stabilito da Tar Toscana, Sez. I, 16/04/2024, n. 449:

Nel caso al suo esame, il Consiglio di Stato ha pertanto concluso con il ritenere consentita, in sede di gara, lestromissione dellimpresa divenuta priva dei requisiti ex art. 80 cit., e conseguentemente possibile la sostituzione della consorziata designata con altra impresa in possesso dei requisiti di partecipazione e di quelli di qualificazione per lesecuzione dei lavori, indicati dalla lex specialis.

Più di recente, la quinta sezione del Consiglio di Stato, con la sentenza 24 gennaio 2023, n. 779, in un caso molto simile a quello in esame (consorzio stabile cui era stata revocata laggiudicazione in considerazione dellirregolarità fiscale riscontrata in capo ad una consorziata esecutrice) ha individuato un ulteriore argomento a sostegno di tale approdo ermeneutico: Un ulteriore argomento viene offerto dal percorso argomentativo seguito da questa Sezione, con sentenza n. 9923 del 11.11.2022, che ha ritenuto applicabile anche ai consorzi stabili i principi dellAdunanza Plenaria, in forza del rinvio contenuto nello stesso art. 48, comma 19 bis, del d.lgs. n. 50 del 2016. Lestensione si aggiunge a quanto già previsto dal comma 7 bis dello stesso articolo 48, che consente nelle stesse ipotesi dei commi 17, 18 e 19, quando riguardino limpresa consorziata designata per lesecuzione, la designazione ai fini dellesecuzione di una impresa consorziata diversa da quella indicata in sede di gara. La generale previsione del comma 19 ter è interpretabile nel senso che le modifiche soggettive che riguardano il consorzio stabile ovvero la consorziata designata per lesecuzione, purché riconducibili a quelle previsti dai commi 17, 18 e 19 (rispettivamente richiamati per il consorzio stabile dal comma 19 bis e per la consorziata designata dal comma 7 bis), sono consentite sia in fase esecutiva che in fase di gara. Secondo quanto statuito nella decisione richiamata, se la sostituzione è ammessa per la perdita dei requisiti in corso di gara nei rapporti tra imprese solo temporaneamente raggruppate, sarebbe irragionevole uninterpretazione che non consentisse la sostituzione interna al consorzio stabile, in ragione della particolare natura del rapporto che lega questultimo alle imprese consorziate e che addirittura permette lassunzione in capo allo stesso consorzio delle prestazioni della consorziata designata che venga esclusa dalla gara….

Anche in questo caso, il Consiglio di Stato è giunto alla conclusione che doveva ritenersi consentita in sede di gara lestromissione dellimpresa divenuta priva dei requisiti ex art. 80, e, conseguentemente possibile la sostituzione [interna] della consorziata designata con altra impresa in possesso dei requisiti di partecipazione e di quelli di qualificazione per lesecuzione dei lavori indicati dalla lex specialis.

Del resto, in senso conforme al suddetto approdo ermeneutico, sembra andare sia il legislatore, con lart. 97, commi 2 e 3 del nuovo codice dei contratti pubblici (d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36), il quale prevede espressamente che Fermo restando larticolo 96, se un partecipante al raggruppamento si trova in una delle situazioni di cui agli articoli 94 e 95 o non è in possesso di uno dei requisiti di cui allarticolo 100, il raggruppamento può comprovare di averlo estromesso o sostituito con altro soggetto munito dei necessari requisiti, fatta salva limmodificabilità sostanziale dellofferta presentata. Se tali misure sono ritenute sufficienti e tempestivamente adottate, il raggruppamento non è escluso dalla procedura dappalto. Se la stazione appaltante ritiene che le misure siano intempestive o insufficienti, loperatore economico è escluso con decisione motivata. 3. I commi 1 e 2 si applicano anche ai consorzi ordinari. Si applicano altresì ai consorzi fra imprese artigiane, nonché ai consorzi stabili limitatamente alle consorziate esecutrici e alle consorziate aventi i requisiti di cui i consorzi si avvalgono., sia la Corte di Giustizia dellUnione europea che, con la sentenza della sez. IX, 3 giugno 2021, n. 210/00, con riferimento allinterpretazione dellart. 63, paragrafo 1, secondo comma, terza frase, della direttiva 2014/24/UE afferma quanto segue Ai sensi dellarticolo 63, paragrafo 1, secondo comma, terza frase, della direttiva 2014/24, lamministrazione aggiudicatrice può imporre o essere obbligata dallo Stato membro cui appartiene a imporre che loperatore economico interessato sostituisca il soggetto sulla cui capacità esso intende fare affidamento, ma nei confronti del quale sussistono motivi di esclusione non obbligatori. Dalla formulazione di questultima frase emerge quindi che, sebbene gli Stati membri possano prevedere che, in unipotesi del genere, lamministrazione aggiudicatrice sia tenuta ad imporre una siffatta sostituzione a tale operatore economico, essi non possono, per contro, privare detta amministrazione aggiudicatrice della facoltà di esigere, di propria iniziativa, una siffatta sostituzione. Gli Stati membri dispongono infatti solo della possibilità di sostituire tale facoltà con un obbligo, per lamministrazione aggiudicatrice, di procedere a una siffatta sostituzione. 34 Una tale interpretazione dellarticolo 63, paragrafo 1, secondo comma, terza frase, della direttiva 2014/24 contribuisce, inoltre, a garantire il rispetto del principio di proporzionalità da parte delle amministrazioni aggiudicatrici, conformemente allarticolo 18, paragrafo 1, di tale direttiva. Da tale principio, che costituisce un principio generale del diritto dellUnione, discende infatti che le norme stabilite dagli Stati membri o dalle amministrazioni aggiudicatrici nellambito dellattuazione delle disposizioni di detta direttiva non devono andare oltre quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi previsti da questultima (v., in tal senso, sentenze del 16 dicembre 2008, M., C-213/07, EU:C:2008:731, punto 48, nonché del 30 gennaio 2020, Tim, C-395/18, EU:C:2020:58, punto 45), precisando altresì che Il principio di proporzionalità impone, infatti, allamministrazione aggiudicatrice di effettuare una valutazione specifica e concreta dellatteggiamento del soggetto interessato, sulla base di tutti gli elementi pertinenti (v., per analogia, sentenze del 13 dicembre 2012, Forposta e ABC Direct Contact, C465/11, EU:C:2012:801, punto 31, e del 3 ottobre 2019, D.A.C. 93, C-267/18, EU:C:2019:826, punto 29). A tale titolo, lamministrazione aggiudicatrice deve tener conto dei mezzi di cui lofferente disponeva per verificare lesistenza di una violazione in capo al soggetto sulle cui capacità intendeva fare affidamento (v., in tal senso, sentenza del 30 gennaio 2020, Tim, C-395/18, EU:C:2020:58, punto 52).

Applicando le condivise coordinate ermeneutiche al caso in esame, il Collegio ritiene che lAmministrazione resistente, alla luce dei principi generali di cui allart. 1 della l. n. 241 del 1990 e allart. 4 del d.lgs. n. 50 del 2016, avrebbe dovuto interpellare il consorzio stabile, al fine di rendere possibile la partecipazione dello stesso alla gara, nonostante la perdita dei requisiti di una delle consorziate designate dallappalto.

Il Collegio osserva che il ricorrente, con nota del 5 maggio 2023, aveva formulato, tramite il proprio difensore, istanza di riesame del provvedimento di revoca, rilevando come le pendenze della xxxx erano state sanate prima ancora della comunicazione inviata dallAgenzia delle Entrate e che loperatore partecipante alla gara risultato aggiudicatario era il Consorzio Stabile, con i propri requisiti, al quale si sarebbe dovuto comunque consentire di indicare unaltra consorziata esecutrice ovvero di confermare la sola yyyy quale esecutrice dei lavori, considerato il possesso di tutti i requisiti richiesti per lesecuzione dei lavori oggetti dellappalto.

Come esposto dalla ricorrente, invece, la Centrale di committenza non ha considerato (anzi ha escluso) di dover consentire al Consorzio stabile di procedere alla riorganizzazione del proprio assetto interno.

Come ha evidenziato il Consiglio di Stato, in ipotesi siffatte, laddove si verifichi la predetta ipotesi di perdita dei requisiti, la stazione appaltante, in ossequio al principio di partecipazione procedimentale, è tenuta ad interpellare il Consorzio e, laddove questo intenda effettuare una riorganizzazione del proprio assetto, onde poter riprendere la partecipazione alla gara, provveda ad assegnare un congruo termine per la predetta riorganizzazione.

Per i rilievi sopra illustrati la seconda censura dedotta dal ricorrente coglie nel segno.

A cura di giurisprudenzappalti.it del 16/04/2024 di Roberto Donati