Il contratto di avvalimento non richiede, come requisito di validità, l’indicazione esatta del corrispettivo sin dal momento genetico della stipulazione

Dic 22, 2023

Iscriviti alla Newsletter

Ogni lunedì notizie e approfondimenti dal mondo del public procurement, nella tua casella e-mail.

Iscriviti ora

Il contratto di avvalimento non richiede, come requisito di validità, lindicazione esatta del corrispettivo sin dal momento genetico della stipulazione.

Questo quanto ricorda Tar Veneto, Sez. I, 20/12/2023, n. 1943 nel respingere il ricorso:

Al fine di confutare la prospettazione della ricorrente, è necessario evidenziare che il contratto di avvalimento non richiede, come requisito di validità, lindicazione esatta del corrispettivo sin dal momento genetico della stipulazione: tale corrispettivo, infatti, può essere definito successivamente dalle stesse parti, mediante un patto annesso al contratto principale, oppure può essere determinato in virtù dei criteri legali di integrazione del contenuto contrattuale, stabiliti dallart. 1657 cod. civ. con riguardo allappalto e applicabili in via analogica anche allavvalimento, stante la dipendenza funzionale che avvince il secondo contratto al primo.

In merito, questa Sezione ha già avuto modo di chiarire, in una recente pronuncia, che «con riferimento al contratto di avvalimento ricorre lesigenza di ancorare la determinazione del corrispettivo alleffettiva entità della prestazione resa dallimpresa ausiliaria, quale potrà delinearsi solo allesito, o comunque nel corso, dellesecuzione dellappalto, alla luce delle specifiche esigenze di soccorso manifestate dallimpresa ausiliata ovvero della concreta attività sostitutiva posta in essere da quella ausiliaria. Leventuale lacuna derivante dalla mancata espressa determinazione del (così inteso) corrispettivo può essere colmata in forza della norma suppletiva, analogicamente applicabile, di cui allart. 1657 c.c., concernente il contratto di appalto, a mente della quale se le parti non hanno determinato la misura del corrispettivo né hanno stabilito il modo di determinarla, essa è calcolata con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi; in mancanza, è determinata dal giudice» (Cons. St., Sez. III, n. 6655 del 2021). Alla stregua di tale principio, osserva il Collegio che la lamentata carenza di onerosità testuale del contratto di avvalimento non legittima affatto a ritenere che esso sia privo del carattere della onerosità, ben potendosi ritenere che la lacuna sia suscettibile di integrazione successiva per volontà delle parti, specie nellambito dei negozi attuativi volti a regolare lesecuzione del contratto di avvalimento, o comunque ai sensi del richiamato art. 1657 c.c. (cfr. sentenza n. 328 del 10 marzo 2023).

Ad ogni modo, la censura avanzata da ……… è priva di fondamento poiché il punto 7) del contratto di avvalimento qui contestato prevede espressamente, e in modo determinato, il compenso da riconoscere allimpresa ausiliaria, in misura pari all1% (uno per cento) della quota concessa con lavvalimento relativamente alle opere di propria competenza: vale a dire in una quota percentuale del valore complessivo dei lavori analoghi, svolti nellultimo quinquennio, prestati dallausiliaria alla concorrente al fine di dimostrare il requisito tecnico e professionale della lettera B.2 del Dettaglio requisiti.

A cura di giurisprudenzappalti.it del 20/12/2023 di Roberto Donati