L’attività di soccorso “procedimentale” è diversa dal soccorso istruttorio

Ago 22, 2022

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Non è preclusa – nella logica di una efficiente e non disparitaria cooperazione tra operatori economici e stazione appaltante – lattività di soccorso procedimentale (diversa, come tale, dal soccorso istruttorio, che – ai sensi dellart. 83, comma 9 d. lgs. n. 50/2016, non potrebbe riguardare lofferta, non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello tecnico).

Questo quanto ribadito da Consiglio di Stato, Sez. V, 22/08/2022, n. 7353nellaccogliere lappello:

2.1.- Il motivo è persuasivo.

In via preliminare, importa osservare che – se è, certamente, precluso alla stazione appaltante (e, per essa, alla commissione incaricata della valutazione delle offerte) di sollecitare chiarimenti, precisazioni, integrazioni in ordine ad incerte od ambigue formulazioni della proposta negoziale (ciò che si risolverebbe in forme anomale di dialogo idonee ad alterare il canone di rigorosa parità di condizione fra i concorrenti) – non è vietata la possibilità di sollecitare (con lovvio limite che si tratti di meri chiarimenti e/o illustrazioni e non di modifiche, anche solo quantitativamente parziali o qualitativamente limitate) chiarimenti sui tratti dellofferta tecnica, le quante volte sia ritenuto opportuno, per la segnata ipotesi di proposte connotate di particolare complessità.

Non è, con ciò, preclusa – nella logica di una efficiente e non disparitaria cooperazione tra operatori economici e stazione appaltante – lattività di soccorso procedimentale (diversa, come tale, dal soccorso istruttorio, che – ai sensi dellart. 83, comma 9 d. lgs. n. 50/2016, non potrebbe riguardare lofferta, non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello tecnico): in tal senso, da ultimo, Cons. Stato, sez. III, 2 febbraio 2021, n. 1225, nonché Id., sez. V, 27 gennaio 2020, n. 680, la quale ha anche rammentato che, nei pareri relativi allo schema del Codice degli appalti pubblici di cui al d.lgs. 50/2016 e del correttivo di cui al d.lgs. n. 56/2017, resi dalla Commissione speciale (n. 855 del 21 marzo 2016; n. 782 del 22 marzo 2017), il Consiglio di Stato aveva espressamene sottolineato, in relazione allart. 83, lopportunità di conservare tale forma di soccorso, in virtù del quale potessero essere richiesti, in caso di dubbi riguardanti gli elementi essenziali dellofferta tecnica ed economica, chiarimenti al concorrente, fermo il divieto di integrazione dellofferta, trattandosi, segnatamente, di precisazioni finalizzate a consentire linterpretazione delle offerte e a ricercare leffettiva volontà dellimpresa partecipante alla gara, superandone le eventuali ambiguità, e a condizione di giungere a esiti certi circa la portata dellimpegno negoziale con esse assunte (cfr. anche Cons. Stato, sez. V, 27 aprile 2015, n. 2082; Id., 22 ottobre 2014, n. 5196; Id., 27 marzo 2013, n. 1487).

È, ad avviso del Collegio, quello che è accaduto nella vicenda in esame, nella quale la Commissione si è limitata – anche in ragione della espressa previsione della lex specialis, che aveva imposto, ad integrazione del progetto tecnico, lallegazione, su supporto informatico, di apposita demo funzionante del software proposto per la gestione del servizio – a disporre la concreta dimostrazione di funzionalità, accompagnata da specifici chiarimenti in ordine ai relativi profili operativi, e senza possibilità di alterazione od integrazione.

Per giunta, si è trattato di una forma di approfondimento generalizzata, non limitata solo ad alcuno degli operatori offerenti: il che testimonia della sua concreta finalizzazione ad una compiuta ed analitica valutazione, assoluta e comparativa, delle soluzioni progettuali, verificate, ina una logica dimostrativa, alla luce delle effettive modalità operative.

A cura di giurisprudenzappalti.it del 22/08/2022 di Roberto Donati