Caro materiali. Il Decreto 11 novembre 2021 sulle rilevazioni dei prezzi va rivisto!

Giu 6, 2022

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Il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili dell11 novembre 2021, pubblicato il 23 novembre 2021, recante Rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all8 per cento, verificatesi nel primo semestre dellanno 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi deve essere sottoposto ad un supplemento istruttorio!

Queste le odierne conclusioni del Tar Lazio, a fronte di ricorso di unassociazione di categoria che chiedeva lannullamento del Decreto.

Il ricorso era finalizzato ad annullare il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili dell11 novembre 2021, perché non avrebbe proceduto ad individuare i materiali da costruzione che hanno subito un eccezionale aumento dei prezzi nel primo semestre dellanno 2021. Inoltre il medesimo Decreto avrebbe rilevato un aumento percentuale dei prezzi di gran lunga inferiore allaumento reale registrato sul mercato.

Tar Lazio, Roma, Sez. III, 03/06/2022, n. 7216 accoglie il ricorso nei seguenti termini:

3.2. Sotto altro profilo, lAssociazione lamenta il fatto che le percentuali di aumento dei prezzi rilevate dal decreto ministeriale -in taluni casi- risulterebbero avulse dai reali prezzi di mercato, sarebbero state rilevate in assenza di un univoco criterio di rilevazione e in presenza di dati evidentemente irragionevoli trasmessi da Provveditorati, Union Camere e Istat.

La ricorrente, nella sostanza, contesta la metodologia seguita per la rilevazione degli incrementi seguiti, lamenta lattendibilità dei dati emersi con riguardo ad un certo numero di materiali più significativi oggetto di rilevazione e si duole del fatto che listruttoria condotta sarebbe stata carente e avrebbe condotto a risultati non in linea con gli incrementi di prezzo che, in realtà, avevano fatto registrare il mercato.

A comprova di tale anomalia, produce in comparazione i dati emersi a seguito di apposite rilevazioni riportate dalla Camera di Commercio di Milano-Monza Brianza Lodi e dai Listini DEI impianti tecnologici, instando per lannullamento in parte qua dellimpugnato decreto Ministeriale, laddove avrebbe rilevato, in taluni casi, un aumento percentuale dei prezzi di gran lunga inferiore allaumento reale registrato sul mercato.

3.2.1. Il motivo, sotto questo secondo profilo, è fondato nei termini di seguito precisati.

La documentazione versata in giudizio evidenzia come le risultanze inerenti agli incrementi di prezzo dei materiali monitorati, confluite nel D.M. impugnato, si collochino a valle di un processo che, seppur collaudato negli anni, è stato costellato da una serie di criticità.

In particolare, dallesame dei dati riferiti al prezzo di alcuni dei materiali monitorati, emergono invero esorbitanti –e non facilmente giustificabili- differenze idonee a minarne la complessiva attendibilità.

Ciò emerge dal raffronto dei dati resi allesito delle rilevazioni effettuate dai provveditorati, da un lato, e dalle camere di commercio dallaltro; il disallineamento tra la media prezzi ricavate dai due istituti di rilevazione si palesa talmente ampio, ad esempio con riguardo ai materiali n° 5 (lamiere in acciaio corten), n° 7 (Nastri in acciaio per manufatti e per barriere stradali anche zincati) e n° 54 (Fibre in acciaio per il rinforzo del calcestruzzo proiettato), da rendere evidente la presenza di anomalie nel reperimento e nellelaborazione dei dati stessi.

3.2.2. Anche lesame dei dati offerti dai singoli provveditorati reca rilevanti disallineamenti.

Pur ritenendo che i differenti contesti territoriali incidano sui predetti incrementi (in ragione delle specificità territoriali afferenti alla logistica, ai trasporti, al numero di sedi produttive operanti etc.) appare ictu oculi anomalo un range di variazione oscillante tra lo zero (emilia romagna) e oltre il 100%.

Tale anomala oscillazione emerge con evidenza, ad esempio, con riguardo al legname abete (voce n° 53) il cui incremento di prezzo è stato stimato dal provveditorato per la liguria nella misura del 166,67 % e nella misura pari a zero dallarticolazione territoriale per lemilia romagna, e pari a 1,36 % da quella per il piemonte/valle daosta.

Peraltro, proprio con riferimento a dati riportanti variazioni pari a zero (caso dellEmilia Romagna con riguardo a 10 materiali sui 15 in contestazione), le stesse linee guida recentemente approvate dal Ministero al fine di rafforzare e omogeneizzare il processo che porta alla definizione delle variazioni percentuali dei materiali da costruire più significativi raccomandano di trattare leventuale mancato reperimento di un prezzo reale di vendita, vale a dire un prezzo di mercato che si riferisce a una vendita effettivamente avvenuta tra una parte venditrice e una acquirente, con la non valorizzazione della variabile, evitando quindi di attribuire uno zero che significherebbe, invece, nessuna variazione.

E indubbio, pertanto come il Ministero in presenza di simili incongruenze non potesse risolversi nella mera acquisizione del dato e nella sua trasfusione nel decreto gravato ma dovesse opportunamente attivarsi per acclarare in maniera approfondita la causa che aveva generato tali anomalie e approntare i necessari correttivi mediante limplementazione delle informazioni necessarie alla stabilizzazione del dato.

3.2.3. Loperato richiamo di parte resistente allutilizzo di un metodo condiviso e consolidatosi negli anni non esclude che esso, per varie ragioni, (anche legate al fatto che tale sistema di rilevazione aveva perso la sua centralità stante che listituto della revisione prezzi operava solo nelle sempre più residuali ipotesi in cui trovava ancora applicazione il d.lgs 163/2006), necessiti di opportuni affinamenti utili a salvaguardarne il rigore scientifico funzionale alla corretta ed equa applicazione delle compensazioni previste dal D.L. 73/2021.

Non dubita il Collegio che il sistema in sé approntato offra garanzie sotto il profilo procedimentale e sotto quello afferente alla tutela dei contrapposti interessi in giuoco; esso prevede che i dati confluiscano al Ministero allesito di unattività di capillare rilevazione su base territoriale operata da soggetti terzi indipendenti che rivestono la qualifica di autorità competenti in materia di rilevazione dei prezzi che istituzionalmente sono tenuti ad agire nel perseguimento del pubblico interesse, ma è altrettanto assodato come lattività di rilevazione in parola abbia –nello specifico- registrato numerosi snodi problematici afferenti al reperimento dei dati e alla loro gestione e normalizzazione minandone, pertanto, la complessiva rispondenza alle reali dinamiche dei prezzi di mercato. E proprio tali dinamiche straordinarie il legislatore voleva intercettare al fine di arginare limpatto che le stesse avevano sul tessuto imprenditoriale.

In altri termini, in presenza di una situazione che recava difficoltà di reperimento dei dati o che dava evidenza della incompletezza degli stessi o, ancora, in presenza di evidenti incongruenze o anomalie nei dati medesimi, non poteva esimersi il Ministero dalloperare un completo supplemento istruttorio pena il concretarsi della violazione di criteri di ragionevolezza intrinseca, per inidoneità, insufficienza o erroneità dellistruttoria. (Cfr T.A.R. Lazio Roma Sez. III, Sent., 20-02-2009, n. 1707.)

Daltro canto, questa Sezione ha già avuto modo di precisare, in materia di revisione prezzi, come in presenza di palesi incongruenze in ordine ai valori di incremento recati dalle fonti interpellate il Ministero sia tenuto a sottoporre i relativi prezzi ad un supplemento di istruttoria, anche autonomamente o facendo ricorso ad altre fonti.

Infatti, (…), principi di ragionevolezza e buon andamento dellazione amministrativa richiedono, in caso di discordanza tra i dati riportati nei due soli indici disponibili, che si proceda ad ulteriori accertamenti. (cfr. Tar Lazio 1707/2009 cit.)

3.2.4. Le stesse linee guida recentemente adottate dal Dipartimento per le opere pubbliche del MIMS del 14.1.2022 prevedono, peraltro, con riguardo alla fase di revisione che al fine di garantire una sufficiente robustezza delle statistiche prodotte e di evitare differenze anomale tra le varie fonti (e, allinterno di ciascuna fonte, tra i vari territori o tra materiali simili) è opportuno stabilire alcuni segnali di allerta che devono portare a una revisione della fase di rilevazione e allidentificazione, laddove esistano, di anomalie e/o errori contemplando quale primo livello di controllo il raffronto tra le variazioni percentuali registrate dal soggetto rilevatore e quelle derivanti da banche dati nazionali e internazionali di riferimento dei singoli materiali(…) quando le differenze superano soglie di allerta è opportuno rivedere la fase di rilevazione.

In definitiva, stante il delineato assetto, lattività istruttoria pur afferente ad un iter procedimentale consolidato si è rivelata carente sia perché non sono state adeguatamente gestite le peculiarità che emergevano dato il particolare contesto che registrava forti e territorialmente eterogenee spinte allincremento dei prezzi, sia in ragione del mancato approntamento di adeguati meccanismi tesi alla individuazione di omogenei criteri e parametri di rilevazione e lavorazione dei dati e alla eventuale compiuta gestione delle anomalie.

Daltro canto, lesigenza rappresentata da parte resistente di salvaguardare lomogeneità di metodo per rendere raffrontabili la serie storica dei dati reperibili non può costituire un elemento in radice ostativo allintegrazione del data set o anche solo allapprofondimento istruttorio, stante che non è di certo sostenibile che in presenza di dati insufficienti o inaffidabili non si debba addivenire ad un affinamento del metodo e alleventuale acquisizione di dati anche da altre fonti con correlata ricostruzione delle serie storiche.

3.2.5. Né, coglie nel segno laffermata riconducibilità allambito della discrezionalità tecnica della scelta metodologica, stante che ciò di cui si discetta è lattendibilità delle risultanze che lapplicazione di tale metodo (che, tuttavia, non può non armonizzarsi con i parametri coerenti con gli standard di rilevamento suggeriti dagli organismi internazionali) ha prodotto con riguardo al monitoraggio dellincremento prezzi in contestazione.

3.2.6. Conclusivamente sul punto, risulta fondato il motivo, con esclusivo riguardo allo specifico profilo afferente al dedotto difetto di istruttoria che ha connotato lindividuazione delle percentuali di incremento dei prezzi dei materiali contestati da parte ricorrente.

Per leffetto, va dichiarato tenuto il Ministero resistente ad espletare, con riferimento ai materiali in contestazione, ricompresi nel novero di quelli riconducibili alla locuzione materiali da costruzione più significativi di cui alla disciplina in esame, un supplemento istruttorio condotto anche autonomamente ed eventualmente facendo ricorso anche ad altre fonti e tenendo, se del caso, anche conto delle introdotte nuove metodiche di rilevazione, revisione e aggregazione dei dati.

A cura di giurisprudenzappalti.it del 03/06/2022 di Roberto Donati