Non è irragionevole richiedere, nella verifica di congruità, il calcolo degli accantonamenti per incrementi contrattuali ancora non recepiti nelle Tabelle Ministeriali

Gen 20, 2022

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Limpresa appellante sostiene lerroneità della decisione di primo grado in quanto laggiudicataria, in fase di verifica di congruità, avrebbe operato una rimodulazione in aumento dei costi (specie quelli relativi alla manodopera, incidenti, in un appalto come quello oggetto di causa, per oltre il 90 per cento) in ragione dei maggiori oneri derivanti dal nuovo CCNL applicabile alle cooperative sociali. Poiché il contratto era contemplato dalla lex specialis di gara, esso avrebbe dovuto essere considerato fin da principio.

Consiglio di Stato, Sez. V, 18/01/2022, n. 324 respinge lappello, stabilendo che:

Pertanto, le apparenti e non reali discrasie (tra il costo della manodopera indicato in sede di offerta e il costo totale della manodopera indicato in sede di riscontro alla prima richiesta di chiarimenti), devono esclusivamente correlarsi alla necessità di dar seguito alla richiesta di giustificativi da parte della stazione appaltante (con inserimento anche dei costi di coordinamento nel computo del costo della manodopera), ma non rendono inattendibile, irragionevole e implausibile il complessivo giudizio di congruità dellofferta da questultima espresso.

Lamministrazione aveva infatti non irragionevolmente, nelle more della pubblicazione delle Tabelle Ministeriali previste ai sensi dellart. 23, comma 16 del D.lgs. 50/2016, richiesto di indicare, in sede di verifica della congruità dellofferta nel dettaglio, il calcolo degli accantonamenti per gli incrementi contrattuali previsti (ma non ancora effettivi al momento della presentazione delle offerte, né recepiti dalle corrispondenti tabelle ministeriali, costituenti parametro di riferimento per il calcolo del costo della manodopera).

7.6. I rilievi dellappellante non scalfiscono il corretto ragionamento del primo giudice, siccome inidonei ad inficiare giudizio di complessiva affidabilità delle offerte economiche presentate dalle aggiudicatarie: in sede di verifica, non è mutato limporto offerto, né il costo del lavoro complessivamente indicato; piuttosto è unicamente confluito nella voce relativa al costo della manodopera ciò che in sede di offerta era considerato come accantonamento per gli adeguamenti contrattuali, da comprendere tra le spese generali (in analoghe fattispecie concernenti la diversa imputazione dei costi ricondotti alla voce spese generali anziché ai costi della manodopera- non comportante una rimodulazione in pejus dellorganizzazione del personale, né unalterazione sostanziale dellofferta, ma allocazioni ammissibili e ragionevoli consentite in sede di verifica di anomalia- si veda ex multis Cons. Stato, V, 21 ottobre 2019, n. 7135, in cui si afferma nuovamente, in conformità al consolidato insegnamento della giurisprudenza, lobbligo dellamministrazione di valutare la complessiva attendibilità dellofferta consentendo eventuali compensazioni tra sovrastime e sottostime, anche qualora le stesse riguardino il costo della manodopera; si veda inoltre Cons. Stato, VI, 30 gennaio 2020, n. 788; V, 16 gennaio 2020, n. 389; V, 8 aprile 2019, n. 2281).

7.7. Invero, la lettera e la ratio dellart. 95 comma 10, del d.lgs. n. 50 del 2016 non escludono che i costi della manodopera indicati in offerta dalloperatore economico siano poi diversamente stimati nel corso nella verifica dellanomalia dellofferta, ben potendo il concorrente essere chiamato a fornire giustificazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte: sicché dette giustificazioni, se pure consistano in una diversa stima di un costo indicato in precedenza (e purché si tratti di variazioni limitate, parziali e giustificate), non per questo si traducono in un espediente elusivo delle regole di gare poste a pena di esclusione (art. 89, comma 9, del d.lgs. n. 50 del 2016) oppure nella violazione della par condicio.

Rileva infatti che lofferta complessivamente risulti congrua e non modificata radicalmente, il principio della immodificabilità dellofferta economica dovendo riferirsi alle dichiarazioni negoziali di volontà (nella specie, il ribasso offerto sullimporto a base di gara) e non alle mere dichiarazioni di scienza, quale è la indicazione (nellambito dellofferta economica) delle singole voci di costo (cfr. da ultimo sul tema della modificabilità delle giustificazioni Consiglio di Stato, V, 16 gennaio 2020, n. 389 e i principi ivi affermativi, pienamente applicabili nellodierno giudizio, secondo cui a fronte dellimmodificabilità dellofferta sono tuttavia modificabili le relative giustificazioni, ed in particolare sono consentite giustificazioni sopravvenute e compensazioni tra sottostime e sovrastime, purché lofferta risulti nel suo complesso affidabile al momento dellaggiudicazione e a tale momento dia garanzia di una seria esecuzione del contratto (cfr. Cons. Stato, sez. V, 22 maggio 2015, n. 2581); si veda anche nello stesso senso, Sez. VI, 15 gennaio 2021, n. 487; Sez. V, 30 maggio 2020, n. 4140; Sez. V, 5 marzo 2019, n. 1538; V, 25 luglio 2019, n. 5259; Cons. Stato, Sez. V, 8 giugno 2018, n. 3480).

Deve ribadirsi (con specifico riguardo alle variazioni del costo del personale) che dovrà verificarsi, in sede di giudizio di congruità, se lofferta economica, nel complesso, sia sufficiente a coprire tutti i costi della manodopera che dovessero risultare necessari per lespletamento delle prestazioni oggetto della procedura di gara (cfr. in termini, Cons. Stato, VI, n. 788/2020 cit.).

A cura di giurisprudenzappalti.it del 18/01/2022 di Roberto Donati