LA REVISIONE PREZZI NEL NUOVO CODICE

Mag 30, 2016

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www.ancitel.it  DOMANDA:
Lart. 115 del D.Lgs. 163/2006, oggi abrogato, prevedeva linserimento obbligatorio nei contratti della clausola di revisione periodica dei prezzi. Di contro, lart. 106 lettera a) del D.Lgs. n. 50/2016 sembrerebbe configurare la clausola di revisione  da inserirsi già negli atti di gara, e poi nel contratto  come una facoltà, e non un obbligo.
Nel chiedere conferma di questa interpretazione, si domanda altresì se sia opportuno inserire tale clausola nelle procedure di gara di prossima emanazione.

RISPOSTA:
Lart. 106 lettera a) del D.Lgs. 50/2016 prevede che i contratti di appalto nei settori ordinari e nei settori speciali possono essere modificati senza una nuova procedura di affidamento (…) se le modifiche, a prescindere dal loro valore monetario, sono state previste nei documenti di gara iniziali in clausole chiare, precise e inequivocabili, che possono comprendere clausole di revisione dei prezzi. Lapposizione della clausola, da parte dellamministrazione, è facoltativa, in linea con lorientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa secondo cui listituto della revisione è preordinato, nellattuale disciplina (si faceva riferimento allart. 115 del D.Lgs. 163/2006, oggi abrogato), alla tutela dellesigenza, propria dellAmministrazione, di evitare che il corrispettivo del contratto di durata subisca aumenti incontrollati, nel corso del tempo, tali da sconvolgere il quadro finanziario sulla cui base è avvenuta la stipulazione del contratto (Cons. St., sez. V, 23.4.2014, n. 2052). Solo in via mediata listituto in esame tutela linteresse dellimpresa a non subire lalterazione dellequilibrio contrattuale conseguente alle modifiche dei costi che si verifichino durante larco del rapporto e che potrebbero indurla ad una surrettizia riduzione degli standards qualitativi delle prestazioni (Consiglio di Stato (sez. III 1/4/2016 n. 1309). Si ricorda inoltre che la norma fa salve le disposizioni di cui allarticolo 1, comma 511, della legge 208/2015 (Legge stabilità 2016), che prevede la facoltà per lappaltatore o il committente di chiedere una revisione nel caso di contratti di servizi e forniture ad esecuzione continuata o periodica che prevedono una clausola di revisione dei prezzi indicizzata al valore di beni indifferenziati, quando tale indicizzazione abbia determinato un aumento o una diminuzione del prezzo indicato al momento dellofferta superiore al 10% e tale da alterare significativamente loriginario equilibrio contrattuale; in alternativa sono possibili la risoluzione del contratto o il recesso, senza che sia dovuto alcun indennizzo. La revisione contrattuale: – deve essere operata sulla base di una istruttoria condotta dai dirigenti responsabili dellacquisizione di beni e servizi; – deve essere basata sui c.d. costi standard. e parti possono chiedere allANAC che provvede allaccertamento di fornire le indicazioni utili per il ripristino dellequilibrio contrattuale o, in caso di mancato accordo, per la definizione di modalita attuative della risoluzione contrattuale finalizzate a evitare disservizi. A tuttoggi i costi standard non sono ancora stati determinati. Nelle more di tale determinazione, il comma 7 dellarticolo 9 del d.l. 66/2014 ha incaricato lANAC di fornire, a partire dal 1° ottobre 2014, attraverso la banca dati nazionale dei contratti pubblici, unelaborazione dei prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore efficienza di beni e servizi, tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico della pubblica amministrazione, nonché di pubblicare sul proprio sito web i prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche amministrazioni per gli acquisti di tali beni e servizi. Lapposizione di una clausola di revisione dei prezzi può essere opportuna per evitare il rischio che il corrispettivo del contratto di durata subisca aumenti incontrollati nel corso del tempo tali da sconvolgere il quadro finanziario su cui è avvenuta la stipula del contratto e il rischio per limpresa di subire lalterazione dellequilibrio contrattuale conseguente alle modifiche dei costi che si verifichino nellarco dellesecuzione, che potrebbero indurla ad una surrettizia riduzione degli standard qualitativi delle prestazioni.

a cura di ASFEL